Bloccato sulla porta di casa, la polizia trova coltelli e una mazza: «Volevano ammazzarmi»

Nell'appartamento, la polizia ha trovato una mazza da baseball, un coltello a serramanico, un coltellaccio da cucina e un martello

L'arrivo della polizia sul posto

«Questi mi volevano ammazzare o comunque mi volevano malmenare». Ne è convinto un operaio 47enne di origini sudamericane che ieri, intorno alle 17,30, stava rientrando a casa in via Sarnano ad Ancona dove, dopo aver infilato la chiave nella porta, ha trovato la serratura bloccata da un’altra chiave inserita dall’interno. C’erano anche delle persone dentro, che si sarebbero opposte con la forza per non farlo entrare. Ha sentito anche la voce della proprietaria, con la quale c’erano già stati degli attriti e così, preoccupato, ha subito chiamato prima il 113, mobilitando 3 pattuglie della Squadra Volanti e poi anche il suo legale: l’avvocato Andrea Cecere. Una volta sul posto, i poliziotti hanno trovato nell’appartamento la proprietaria in compagnia di 2 sconosciuti, tutti sudamericani. In casa c’erano anche oggetti contundenti mai visti prima dal 47enne: una mazza da baseball, un coltello a serramanico, un coltellaccio da cucina e un martello. Tutto sequestrato dagli inquirenti, in attesa di fare luce su una vicenda il cui inizio risale a tempo addietro e che ieri poteva finire male. Perché? La polizia non esclude che i due estranei fossero nell’appartamento del Piano proprio in attesa del 47enne per un raid punitivo. Ma per quale motivo? 

La versione dell’operaio sudamericano

L’operaio di 47 anni da tempo chiederebbe con insistenza di essere messo in regola nell’appartamento, tanto da aver denunciato nello scorso gennaio la condizione di irregolarità alla guardia di finanza. Anche perché l’uomo è in Italia da 30 anni e in procinto di ottenere la cittadinanza italiana. Ma, secondo la sua versione e quella del suo avvocato, la proprietaria non ha mai voluto fare un contratto, anzi nell’ultimo periodo gli avrebbe detto chiaramente di andarsene. Inoltre il 28 aprile scorso, l’operaio aveva denunciato alla polizia l’aggressione da parte di 2 uomini, anche questi sudamericani, che gli avevano provocato una distorsione alla mano (20 giorni di prognosi) nel tentativo di entrare con la forza in casa dopo essersi presentati come dei carabinieri. 

La versione della proprietaria

Totalmente opposta la versione della proprietaria, che in passato ha denunciato il 47enne perché, nonostante la sua posizione di abusivo all’interno dell’appartamento, non se ne è mai voluto andare dopo varie richieste di lasciare l'appartamento da parte della donna, intenzionata a rientrare in possesso del suo locale. E forse ieri ha solo trovato il coraggio di affrontare l’inquilino una volta per tutte, per chiedergli di consegnare le chiavi e, per paura di ritorsioni, ha semplicemente chiesto a due amici di essere con lei nel momento in cui avrebbe dovuto affrontare l'affittuario. 

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Sul posto anche la polizia scientifica

Ma allora di chi sono i coltelli e le mazze da baseball? Erano di altri coinquilini o si stava per consumare davvero una violenza in quella casa? Per rispondere anche a questo interrogativo, sul luogo dei fatti è arrivato il reparto della Scientifica della polizia per prelevare le impronte digitale, non solo nell’appartamento, ma anche e soprattutto su quegli oggetti che, se usati per colpire, possono fare davvero male. 

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