Coldiretti Ancona, dopo la grandine prosegue la conta dei danni

«Ormai siamo di fronte a un cambiamento climatico che non è più controllabile – spiega Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche – e dovremo muoverci per incentivare le forme assicurative»

Danni del maltempo

Nelle campagne dell’Anconetano è in corso la conta dei danni dopo la distruttiva grandinata di domenica. Intanto Coldiretti Marche ha già scritto alla Regione, chiamata a richiedere al Governo lo stato di emergenza. “Ormai siamo di fronte a un cambiamento climatico che non è più controllabile – spiega Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche – e dovremo muoverci per incentivare le forme assicurative. Ad ogni modo l’urgenza di oggi è di mappare al più presto la zona la zona e dare un aiuto concreto e veloce agli agricoltori che hanno subito danni difficilmente recuperabili”.

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La perturbazione di domenica ha iniziato la sua scia di distruzione al confine tra Jesi e Santa Maria Nuova per poi spostarsi verso la costa sull'asse Polverigi - Agugliano fino ad arrivare nelle frazioni anconetane di Sappanico, Paterno e Gallignano. Una vera e propria tromba d’aria accompagnata da grandine come noci si è abbattuta su campi e strutture compromettendo, in alcuni casi, anche il 100% degli oliveti e vigneti (tra alberi sradicati, filari divelti e frutti a terra), mais, girasole e sorgo.  Secondo l’ultimo Rapporto Ismea appena il 4% dei terreni coltivati nelle Marche è coperto da assicurazione. Poco meno di 700 aziende che si sono affidate a uno strumento ormai diventato imprescindibile e, per altro, in gran parte sostenuto dai fondi europei che rimborsano agli agricoltori il 70% del canone. Uno strumento sempre più necessario: finora, nel 2020, si è verificata una media di oltre 2 eventi meteo distruttivi al mese, secondo i dati ESWD. Tra i vari fenomeni atmosferici la grandina è quello più temuto dagli agricoltori che rischiano di perdere un interno anno di lavoro alla vigilia della raccolta.

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