Coldiretti Marche, l’agricoltura a difesa del territorio e della biodiversità

«È proprio nelle aree rurali che nascono le eccellenze dell’agroalimentare, le 36 denominazioni riconosciute tra cibi e vini tipici»

Da sx: Stefano Masini, Ermete Realacci e Maria Letizia Gardonni

Un marchigiano su 5 vive in un comune con meno di 5mila abitanti. Piccoli enti che amministrano il 53% del territorio regionale e che per oltre la metà sono ubicati in area appenninica con pochi servizi e a rischio di spopolamento. Argine contro l’abbandono e opportunità di dare servizi e lavoro, le oltre 35mila imprese (quasi il 24% del totale) che danno lavoro a oltre 83mila addetti. Molte di queste sono aziende agricole che oltre a un freno allo spopolamento diventano anche presidio del territorio.

Dati Symbola/Coldretti e concetti ribaditi questa mattina, giovedì 4 luglio, a Treia nel corso del Festival della Soft Economy organizzato da Symbola, la fondazione presieduta da Ermete Realacci, e Coldiretti. Ad accogliere i relatori, l’intervento introduttivo di Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche. “È proprio nelle aree rurali – ha detto – che nascono le eccellenze dell’agroalimentare, le 36 denominazioni riconosciute tra cibi e vini tipici.  Il piccolo comune oggi è lo scrigno della distintività dei territori e delle produzioni. Un patrimonio ambientale, paesaggistico e diffuso. Dobbiamo impegnarci per frenare lo spopolamento delle aree interne. Il terremoto ha accelerato un processo di impoverimento dell'entroterra e i governi, forse più orientati a un consenso di massa, hanno avuto poco interesse per queste zone poco popolate. Eppure le comunità dell'Appennino ci hanno mostrato con orgoglio come si può resistere. Servono più lavoro, più impresa, più ricostruzione nell'ambito di un impegno pubblico/privato per avviare un percorso economico che rispetta le persone e rispetta l'ambiente”.

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Al convegno, moderato da Stefano Masini, responsabile nazionale Territorio e Ambiente di Coldiretti, hanno partecipato anche Alessandra Bonfanti e Sandro Polci (Legambiente), Marco Bussone (presidente Uncem), l'economista Giampiero Lupatelli e Marco Scolastici (imprenditore agricolo e autore del libro Una yurta sull’Appennino) insieme a sindaci di piccoli comuni e rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali. Aziende protagoniste del rilancio delle aree interne. Tra queste anche molte terremotate che da domani a domenica andranno a promuovere i loro prodotti  al Villaggio Contadino 2019. Dopo il grande successo lo scorso anno al Circo Massimo di Roma, i marchigiani saranno protagonisti al Castello Sforzesco di Milano. Saranno presentate le Bandiere del gusto, nella più ricca esposizione del patrimonio enogastronomico delle località turistiche italiane durante quest’estate, con la possibilità di conoscere per la prima volta le specialità nascoste in borghi e nei piccoli  comuni d’Italia. Oltre alle aziende regionali con i prodotti marchigiani (vini e distillati alla visciola, vino cotto, pani e paste realizzati con grani antichi, sciroppi e marmellate, legumi, ortofrutta a chilometro zero) ci saranno anche le donne e i giovani di Coldiretti per le attività nelle fattorie didattiche e gli agrichef alle prese con show cooking e stand.

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