Coldiretti Ancona, sempre più anziani ma in forma: 80enni, + 15%

C’è un legame affettivo tra gli anziani e la terra che si continua a lavorare, magari dando una mano nell’azienda passata a figli o nipoti, ma c’è anche la necessità di rimpinguare una pensione davvero bassa, in media di 513 euro al mese

foto di repertorio

La pattuglia degli 80enni al lavoro in campagna ancora iscritti all’Inps continua a crescere. Nel 2020 è previsto un ulteriore incremento di quanti nonostante abbiano raggiunto abbondantemente l’età pensionabile, continuano a ricoprire un ruolo nelle aziende agricole. Solo considerando l'anagrafe, senza eventuali cancellazioni, sono previsti circa 400 over 80, il 15% in più.

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C’è un legame affettivo tra gli anziani e la terra che si continua a lavorare, magari dando una mano nell’azienda passata a figli o nipoti, ma c’è anche la necessità di rimpinguare una pensione davvero bassa, in media di 513 euro al mese. Un fenomeno molo accentuato in una provincia longeva come quella di Ancona, dove gli over 80 rappresentano circa l’8,6% della popolazione. Per valorizzare il ruolo degli anziani, memoria e tutela delle tradizioni, Coldiretti Ancona, tra le prime province d’Italia, ha avviato un proprio direttivo transgenerazionale. Attraverso il dialogo unitario dei movimenti di Coldiretti – Giovani Impresa, Donne Impresa e Federpensionati – si stanno allestendo nuove forme di collaborazione per le imprese: l’anziano non più visto come destinatario di politiche sanitarie ma come risorsa attiva nell’individuare strumenti di welfare. O nelle vesti del tutor, come per esempio avviene nel carcere di Barcaglione dove Federpensionati Ancona insegna ai detenuti a coltivare frutta e verdura nell’orto sociale della casa circondariale. Un servizio per le comunità che si può estendere anche progetti educativi e di sostegno del disagio. Non meno importante il ruolo che possono giocare le imprese agricole nello svolgere politiche di accoglienza e aggregazione: centri diurni, ludoteche, fattorie didattiche. Insomma, attività nuove in aree difficili del territorio, dove spesso mancano risorse e servizi ma non la domanda dell’utenza. Senza risposte, la conseguenza immediata è lo spopolamento e l’inevitabile mancanza di manutenzione del territorio.

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