Cna, Tari: «le aziende non possono pagare per rifiuti che non hanno prodotto»

Un comunicato rivolto al Comune di Osimo in cui si spiegano le ragioni per cui, pagare questa tassa, significa andare a discapito del mondo imprenditoriale attualmente in difficoltà

OSIMO - «Le aziende nel piccolo Comune non possono pagare per rifiuti che non hanno prodotto»: Così l'associazione di categoria Cna Marche fa sapere in un comunicato la sua posizione».

«Apprendiamo da comunicati stampa - prosegue lo scritto - della volontà di procedere ad una “rateizzazione” di Tari ed Imu garantita nei pagamenti cosi da fornire liquidità certa al bilancio comunale. Vogliamo ricordare che molte delle imprese che hanno subito uno stop forzoso (da più di un mese!) come la ristorazione e il turismo, sono proprio quelle che maggiormente sentono il peso della tassa rifiuti. Inoltre essendo le nostre imprese chiuse ci chiediamo perché debbano pagare per rifiuti non prodotti. La Tassa Rifiuti va sospesa, riconsiderando il calcolo in base ai mesi di attività e di lockdown».

La vicenda del bilancio comunale di Osimo è stata travagliata e non priva di conflitti, così come viene riassunto nel comunicato: «Il comune di Osimo, dopo un consulto con i sindacati, ha approvato il bilancio in giunta e fissato la riunione del consiglio per l’approvazione al 22 di aprile. Tutto questo veniva comunicato alle associazioni di categoria via stampa. Dopo una dura presa di posizione della CNA di zona, il sindaco avrebbe voluto presentare il bilancio l’8 marzo, al termine di una riunione cruciale dedicata all’applicazione del lockdown nella città e senza neanche la documentazione necessaria. Condizione inaccettabile che ha trovato subito la nostra associazione ferma nel respingere la proposta e con la richiesta di una riunione appositamente dedicata preceduta dall’invio del materiale necessario all’analisi di bilancio. Questa riunione si è svolta il 31 di marzo, dopo aver sollecitato più volte l’invio della documentazione. La riunione si era conclusa, con l’assenso di tutte le parti, in pieno spirito di responsabilità, con la promessa di rivederci subito dopo l’approvazione del decreto di aprile e la verifica della presenza o meno di aiuti ai bilanci comunali, in maniera tale da avere elementi per aprire una riflessione. Ora apprendiamo che vi sarà una rateizzazione di una Tari di cui non conosciamo l’importo e di cui non conosciamo ancora ufficialmente neanche le scadenze, senza considerare minimamente il fatto che la maggioranza delle nostre imprese sono chiuse e quindi non hanno prodotto rifiuti. Siamo coscienti che vi è la necessità di sostenere le amministrazioni locali in un momento difficile per tutti e siamo concordi nella necessità di fare un fronte comune verso il governo centrale per permettere di deliberare bilanci sostenibili che mantengano l’erogazione di servizi essenziali. Questo però non può andare a discapito del mondo imprenditoriale che in questo momento sta vivendo una fase delicata per la sua sopravvivenza».

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«Per quanto riguarda l’unità di intenti – commentano Andrea Cantori, Marco Tiranti e Luigi Giambartolomei, rispettivamente segretario, presidente di zona Sud e coordinatore della città osimana per la CNA - ne capiamo il valore e l’importanza, fondamentale in una crisi come questa che stiamo vivendo e su ogni tavolo partecipato dalla nostra associazione abbiamo sempre cercato di far comprendere la nostra sincera volontà di collaborare. Comprendiamo bene che non è il momento degli strappi, ma vogliamo ricordare che le fondamenta dell’unità delle forze sociali di un paese si basano sull’ascolto reciproco e come associazione riteniamo che l’ascolto sia più funzionale quando ci si parla, anche in una videoconferenza, mentre risulta più complicato e ferraginoso farlo attraverso comunicati stampa». 

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