Coldiretti Marche, giovani agricoltori contro i cambiamenti climatici: persi 100mila animali

Secondo Coldiretti i cambiamenti climatici negli ultimi dieci anni hanno minato la vita di animali e piante

I giovani imprenditori in protesta-

Anche i giovani agricoltori marchigiani hanno partecipato alle proteste contro i cambiamenti climatici. Un Friday for future in trasferta al Villaggio Coldiretti di Bologna dove la delegazione dalle Marche, con agrichef e operatori dei mercati di Campagna Amica, ha avuto la possibilità di incontrare per la prima volta il neoministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova. Per condividere le preoccupazioni non solo legate al tema del terremoto e della ricostruzione ma anche per sottolineare i cambiamenti climatici che, negli ultimi dieci anni, hanno minato la vita di animali e piante.

Pascoli inariditi e abbandonati, minor produzione di latte e costi aumentati per garantire il benessere degli animali in condizioni climatiche più difficili. Risultato: stalle, ricoveri e ovili si sono svuotati con la Fattoria Italia che nell’ultimo decennio ha perso – sottolinea la Coldiretti – solo tra gli animali più grandi, circa un milione di pecore, agnelli e capre, oltre a 600mila maiali e più di 100mila bovini e bufale. Un addio che – precisa la Coldiretti – ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori. Nelle sole Marche si contano quasi 100mila animali in meno: oltre 35mila tra pecore e capre, circa 38mila mucche, 23mila maiali in meno. Animali a rischio estinzione con gli agricoltori che diventano custodi delle biodiversità come, ad esempio, la Pecora Fabrianese e la Pecora Sopravissana. A Bologna, fino a domenica, i marchigiani saranno tra le eccellenze arrivate da tutta Italia. Circa 50mila metri quadrati in pieno contro da Piazza dell’Otto Agosto al Parco della Montagnola fino a Piazza XX Settembre. Tra mercati della vendita diretta, del biologico, agriasilo, fattorie didattiche e una grande Arca di Noè con mucche, cavalli, asini, pecore, capre, galline, oche ma anche piante e specialità a rischio di estinzione. 

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