Cronaca

Clan del ristorante, lo spaccio avveniva anche dentro i bagni dei bar del centro storico

Tramite Telegram e Whatsapp il pusher e il cliente si davano appuntamento nei bagni dei bar del centro storico di Ancona e dei comuni dell'hinterland dorico

Lo spaccio avveniva anche all’interno dei bagni di bar e ristoranti del centro storico di Ancona e dell’hinterland dorico, all’insaputa dei commercianti titolari delle attività. E’ quanto emerge dall’inchiesta “Mari e Monti” conclusa dagli agenti della sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Ancona che, diretta dal capo Carlo Pinto, ha portato ad una serie di arresti e sequestri in tutta la provincia. I poliziotti erano già al lavoro per ricostruire la rete criminale quando, nell’aprile  2018, hanno intercettato la telefonata tra un indagato e un minorenne anconetano. Tramite Telegram e Whatsapp i due si erano dati appuntamento in un bar del centro storico di Ancona, in pieno giorno, a due passi da piazza del Papa. Proprio lì, nel bagno del locale, lo spacciatore aveva lasciato la dose di polvere bianca poco prima che arrivasse il ragazzino, che già aveva ricevuto istruzioni in merito: presentarsi puntuale in centro, recarsi in bagno, prendere la dose e poi andare in piazza Roma per incontrare un uomo “robusto, col cappello e un giubbotto verde”. A lui avrebbe poi dovuto consegnare 15 euro. E così è stato. Tanto che nell’immediato è scattato il blitz dei poliziotti che, nell’identificare i due soggetti, hanno trovato il minore con la droga e l'uomo con i soldi dello scambio. Un modus operandi usato più volte dal “cavallo” delle due Giulia Spinelli, la titolare del ristorante falconarese di 51 anni e la 49enne detta “Maghetta”. Sarebbero loro, secondo la ricostruzione degli inquirenti, le domini del traffico di cocaina anconetano. Sarebbero state loro a muovere le fila di una serie di piccoli pusher e intermediari che usavano i bagni di bar ad Ancona, ma anche Osimo, per spacciare droga in totale sicurezza, evitando di essere colti in flagranza di reato.

Il giorno degli interrrogatori

Proprio oggi sono previsti i primi interrogatori di garanzia a carico degli imputati. A partire dai coniugi Patrizia Spinelli e Ylli Sullaku, difesi dall’avvocato Elisa Gatto e considerati anelli di congiunzione tra i vertici del clan e pusher minori, i cavalli appunto. Sarà ascoltato anche Ervis Gjyshi, l’albanese difeso dall’avvocato Francesca Petruzzo e considerato il grossista dello spaccio, capace di rifornire il ristorante di chili di droga tramite contatti in grandi città come Roma e Milano. Infine Giulia Spinelli detta Maghetta che, difesa dall’avvocato Federica Battistoni, risponderà alle domande del Gip in merito al suo ruolo di capo clan. 

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