Cronaca

Disabile adescato da una banda di ragazzi: «Compra lo smartphone, poi lo paghiamo noi». In quattro a processo

Sono accusati di circonvenzione di incapace. Con la scusa dell'amicizia avrebbero convinto un 60enne a firmare finanziamenti per acqusti tecnologici ma poi si tenevano la merce per loro e l'uomo pagava le rate

ANCONA – Lo avevano convinto, con la scusa dell'amicizia, a firmare finanziamenti per comprare cellulari, lavatrici, televisioni e condizionatori, garantendo poi che sarebbero stati loro a pagare. «Tu firma poi saldiamo noi» gli avevano detto. Così mettendo la propria garanzia, fatta dalla pensione di invalidità che percepiva, un 60enne sarebbe stato raggirato da un gruppo di ragazzini che aveva conosciuto tramite un amico in comune. L'uomo, affetto da un ritardo mentale, si è fidato e ha aperto numerosi finanziamenti, acquistando prodotti di alta tecnologia in vari centri commerciali, pagando ogni mese la quota dovuta ma senza mai beneficiare dei beni acquistati. Quelli se li sarebbero trattenuti i ragazzi del raggiro. Per loro oggi è arrivato il rinvio a giudizio per circonvenzione di incapace. Il processo si aprirà il l'11 gennaio prossimo. Gli imputati hanno tra i 24 e i 36 anni, tutti anconetani. Sei gli episodi contestati al gruppetto e  avvenuti a pochi giorni di distanza, tra novembre e dicembre del 2020. Avrebbero agito così. Il 61enne veniva accompagnato nei negozi, tra il centro cittadino (uno anche in corso Garibaldi) e la Baraccola, dove grazie alla sua pensione di invalidità forniva le garanzie ai quattro per comprare l'elettrodomestico o il cellulare con un finanziamento. La merce poi spariva dalla sua disponibilità. Ogni mese arrivavano però le rate da pagare. E' stato il tutore che si è accorto, vedendo dal conto corrente che andavano già delle somme e ha sporto denuncia. Nei negozi ci sarebbero anche le riprese dei ragazzi con il 61enne.

Le difese sono affidate agli avvocati Fabrizio La Rocca, Giuliano Natalucci, Milo Sabatini e Giuditta Pierella. I quattro indagati si sarebbero dati il cambio tra loro nel portare il 61enne nei negozi. A volte andavano in tre, altre in due. Per gli elettrodomestici la vittima avrebbe firmato finanziamenti fino a 2.500 euro, per i cellulari più di 3mila euro. Poi ci sarebbe stato l'acquisto anche di sim card. L'uomo sta ancora pagando le rate con la pensione di invalidità. Il tutore del 61enne raggirato, suo fratello, si è costituito parte civile con l'avvocato Francesco Scaloni che chiede, in attesa di quantificare nel dettaglio la portata dei finanziamenti pendenti, 10mila euro di provvisionale. A quella cifra infatti corrisponderebbe il valore degli elettrodomestici acquistati dalla vittima in un solo mese.

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