Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Brecce Bianche / Via Brecce Bianche

Legambiente: “Ruspe pronte a cementificare Brecce Bianche”

Il Circolo Naturalistico Legambiente "Il Pungitopo" lancia l'allarme: "Sarebbero già pronte le ruspe per costruire uno studentato, con tanto di richiesta per rendere edificabile una zona oggi tutelata"

Il Circolo Naturalistico Legambiente “Il Pungitopo” lancia l’allarme: “Sarebbero già pronte le ruspe per dare inizio, tra non molto, ad un’opera che andrebbe ad incidere su una delle poche aree ad interesse naturalistico scampate alla cementificazione intensa cui è stato sottoposto Monte Dago negli ultimi decenni.”

Il territorio in oggetto è quello lungo il primo tratto scosceso di via Brecce Bianche che scende dall’università in direzione Baraccola. Negli anni passati, intorno al tracciato di quel tratto di strada, è stato costruito qualcosa ma gran parte della zona verde che percorre il crinale della collina e che, dall’altra parte della via, scende fino al tracciato dell’Asse Nord-Sud, è restato intatto.
L’uso agricolo si è gradualmente ritirato entro aree sempre più circoscritte, lasciando che la natura si impadronisse di nuovo del territorio e l’area in questione è stata già considerata, coerentemente, meritevole di tutela, tantoché il Piano Regolatore vigente la classifica come “Area verde di interesse naturalistico”(art. 35, CP A2, P.R.G. Comune di Ancona).

“Tra poco questa zona naturale potrebbe essere fortemente compromessa da una colata di cemento” è l’allarme lanciato da Paolo Mariani, segretario del Circolo legambientino del capoluogo. “Sarebbe in corso una pratica per ottenere il cambio di destinazione di quest’area, oggi non edificabile, in modo da potervi costruire una cittadella studentesca”.

Legambiente – si legge nel comunicato – sostiene fortemente, e non da oggi, la necessità di aumentare il numero di alloggi per gli studenti, di cui la città è cronicamente carente: “Ancora una volta però, come già accadde all’epoca della vicenda dello “studentato” a Villa Romana, non riusciamo a capire il perché, per raggiungere finalità così lodevoli, ci si orienti verso il consumo di nuovo suolo su un’area di oggettivo interesse naturalistico, tanto più preziosa in quanto dentro la città.
Ad Ancona esiste peraltro un cospicuo patrimonio edilizio inutilizzato che potrebbe essere riconvertito ad alloggi per gli studenti, senza andare ad intaccare ulteriormente il territorio: è auspicabile che, prima di autorizzare l’impiego di nuovo suolo, si guardi alle zone già edificate.

Chiediamo perciò che non venga autorizzato alcun cambio di destinazione e che quest’area continui a svolgere la propria funzione di oasi all’interno di una zona ormai fortemente antropizzata come quella di Monte Dago.”
 

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