Uci dice addio alla provincia dorica, a rischio il cinema e decine di posti di lavoro

Si è svolta ieri un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori delle Marche di Uci Italia

Foto di repertorio

Fine del cinema e delle multisale nella provincia di Ancona, almeno per il momento perché, ad oggi la famiglia Giometti, proprietaria degli immobili anconetani ha deciso di non procedere con il rinnovo della gestione all’ente Uci Cinema. Dunque dopo 9 anni, i 3 cinema di Ancona, Senigallia e Jesi, restano senza qualcuno che ne gestisca l’attività culturale, con 2 rischi reali, uno conseguente all’altro. Il primo è che non riaprano i cinema o che i locali vengano convertiti ad altre destinazioni d’uso, diverse da quella dei film in grande schermo. Il secondo è che 38 dipendenti in tutte le Marche (sono coinvolti anche i cinema di Fano, Pesaro e Porto Sant’Elpidio) perdano il lavoro. Un caso che coinvolge Ancona e Marche, ma nonostante ciò, sia Uci e che la famiglia Giometti, almeno fino ad ora, hanno preferito non commentare. 

La notizia è confermata dai sindacati, preoccupati per i lavoratori. Infatti si è svolta ieri un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori delle Marche di Uci Italia. La riunione ha permesso di fare il punto della situazione dopo un confronto tenuto tra UCI e Giometti, attivato per la procedura di restituzione del ramo di azienda, discussa in prima istanza lunedì scorso tra le due società e le 3 sigle sindacali: Cgil, Cisl e Uil. “Esprimiamo forti preoccupazioni per i contenuti del confronto, che ha messo al centro soprattutto gli interessi meramente economici delle società, piuttosto che la prosecuzione delle attività e la continuità occupazionale dei lavoratori, minandone la certezza per il futuro -fanno sapere i sindacati in una nota - In un contesto di emergenza per il settore dello spettacolo come questo, non possono aggiungersi le incertezze della ripresa alle incertezze occupazionali. Le organizzazioni sindacali faranno di tutto per dare continuità lavorativa e contrattuale ai lavoratori e ribadiscono che non accetteranno il perdurare dello stato di grave incertezza per le 38 famiglie coinvolte in tutte le Marche, determinato dal “rimpallo” delle responsabilità tra le società. Chiediamo senso di responsabilità alle parti affinché, alla riunione prevista per la prossima settimana, vengano sciolti i nodi irrisolti e sia stabilito con certezza un percorso per mantenere l’occupazione e le condizioni contrattuali dovute ai dipendenti. Va riconosciuto valore e dignità alle lavoratrici e lavoratori che in questi anni, con spirito di collaborazione, hanno reso i cinema della nostra regione luoghi accoglienti per le famiglie marchigiane. Facciamo anche appello alle istituzioni a partire dalla Regione Marche ed ai Sindaci dei Comuni interessati affinché facciano sentire forte la propria vicinanza alle lavoratrici e lavoratori, anche al fine di evitare l’impoverimento del tessuto economico e sociale del territorio. Crediamo che, in momenti drammatici come questi, il valore del lavoro umano venga prima del profitto”.

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