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La manifestazione

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Il cimitero senza pace, cantiere a singhiozzo: «La burocrazia abbandona anche i morti»

I residenti hanno manifestato contro lo stop ai lavori di ampliamento del cimitero dovuti al ritrovamento di un cavo sotterraneo 

Lavori avviati e interrotti dopo appena sei giorni per colpa di un cavo da spostare. Continua l’odissea per l’allargamento del cimitero di Gallignano, avviato lo scorso 21 ottobre per poi fermarsi il 27 dello stesso mese. Secondo il Comune è compito dell’Enel spostare la conduttura elettrica trovata durante lo scavo per realizzare una fondazione, condizione necessaria per la ripresa dei lavori. Alcuni residenti però, stanchi di attendere un ampliamento che non arriva, si sono riuniti in presidio questa mattina.  Erano una ventina a chiedere celerità, insieme a cittadini di altre frazioni che si sono uniti in solidarietà. Un Sit-in composto, niente megafono per rispetto del luogo ma due cartelli: “Si temporeggia anche qui? Un po’ di rispetto” e “Tutto fermo per un cavo”?. A prendere parola, in rappresentanza dei manifestanti, è stato Fabio Mecarelli: «Oltre ad abbandonare i vivi abbandonano anche i morti e tutto per un cavo- ha commentato Mecarelli- le vecchie generazioni sono quelle che hanno materialmente e moralmente ricostruito l’Italia, noi le ringraziamo lasciandole riposare in “sede provvisoria” in un altro cimitero?». 

Tra i manifestanti risuona anche la voce della signora Adria Ferrucci, che un anno fa ha dovuto seppellire suo marito Nazzareno a Tavernelle e a 76 anni si batte insieme alla famiglia per riaverlo a Gallignano. «Mio marito lo voglio qui, non laggiù, non abbiamo bisogno degli alberi di Natale» ha esclamato. Il problema del cimitero a Gallignano è particolarmente sentito: l’età media dei residenti è piuttosto alta e la preoccupazione è che si debba cercare un luogo di sepoltura lontano da casa. Durante il consiglio comunale dello scorso 29 ottobre l’assessore ai lavori pubblici, Paolo Manarini, aveva risposto all’interrogazione del capogruppo FdI Angelo Eliantonio spiegando che i lavori si sarebbero dovuti concludere il 29 gennaio, ma che con il ritrovamento del cavo e l’avvicinarsi dell’inverno sarebbero slittati di almeno un mese. Con una variazione del progetto, ha spiegato sempre Manarini, i loculi aggiuntivi passeranno da 25 a 30. 


 

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