Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Investito dal Suv in via Pesaro, l'ultimo abbraccio di Ancona per Renzo Giansanti

Ora tutta la famiglia è raccolta nel proprio dolore e ha chiesto a tutti coloro che ne avessero desiderio di rendere omaggio alla memoria dell'anconetano con una donazione da fare o alla croce Gialla di Ancona o alla Casa dell'ospitalità" di Don Giancarlo

Tutti per l’ultimo abbraccio a Renzo Giansanti ieri mattina (25 maggio) alla chiesa del Cristo Divino Lavoratore di piazzale Camerino, dove si sono svolti i funerali dell’anconetano di 83 anni, morto dopo essere stato investito da un un Suv che percorreva via Pesaro. Quella radunatasi ieri per omaggiare la memoria del defunto è stata una vera folla che ha gremito la chiesa di Posatora. A salutarlo i tantissimi amici, conoscenti, familiari che nel corso della vita lo avevano amato e con lui avevano condiviso le sue più grandi passioni: il calcio e il volontariato in parrocchia. Per Renzo Giansanti, ex ferroviere cresciuto nei quartieri di Piano e Posatora, quella per la Juventus era una fede che lo accompagnerà nel suo viaggio eterno. Per questo il nipote Andrea ha voluto poggiare sulla bara del nonno una sciarpa della squadra bianconera, mentre altri amici vi hanno posto una maglia dello storico club calcistico. La stessa maglia che proprio l’83enne aveva chiesto ai familiari pochi giorni prima di quel 22 maggio, giorno dell’incidente. Gli serviva per prendere in giro gli amici del bar. Da buon compagnone quale lui era. Sì loro, gli amici di una vita, con cui era cresciuto e trascorreva le sue giornate da pensionato, giocando a carte e ricordando i tempi andati in cui, da calciatore, correva sul campo del vecchio Piano San Lazzaro.

«Papà era un compagnone e si faceva voler bene da tutti - ha detto il figlio di Renzo Massimo Giansanti - Lo hanno amato tutti quelli che lo hanno conosciuto e ieri al funerale c’è stata la prova perché tutta quella gente ci ha fatto piacere e ha fatto piacere anche a lui che da lassù sono certo ci guardava». Ma Renzo Giansanti era anche un uomo dedito agli altri, al volontariato. Dopo la morte della moglie Mariella infatti ha proseguito la sua opera prestando il suo tempo alla “Casa dell’ospitalità” di Don Giancarlo, un luogo nella parrocchia che il parroco ha messo a disposizione di forestieri che hanno parenti malati all’ospedale e che non possono permettersi un albergo. Lì dove c’era una stanza dedicata proprio a sua moglie. Lì Renzo ha sempre fatto la su parte da buon cristiano. 

Ma ieri alle esequie c’erano anche tantissimi volontari della Croce Gialla dove presta servizio di volontario il genero Enrico Amici. Ora tutta la famiglia è raccolta nel proprio dolore e ha chiesto a tutti coloro che ne avessero desiderio di rendere omaggio alla memoria dell’anconetano con una donazione da fare o alla Croce Gialla di Ancona o alla Casa dell’ospitalità” di Don Giancarlo.

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