Lo chef stellato porta la dieta mediterranea al congresso parigino sul cibo

Il senigalliese Moreno Cedroni interviene all'incontro Unesco sul cibo come identità culturale, economia sostenibile: «Abbuffatevi di verdura»

selfie di Cedroni davanti alla Tour Eiffel

«Parlare di cultura e nutrizione quando non si è conosciuta la fame è difficile, ma a tratti fin troppo facile. La mia generazione ha vissuto, quando eravamo piccoli, periodi di difficili economie, dove la carne si mangiava una volta la settimana, dove quello che non mangiavi oggi lo mangiavi domani, dove il pane era oro, dove, non sapendolo, si mangiava sano.  Poi economie migliori, migliori stili di vita, invece di migliorare hanno peggiorato la nostra alimentazione». Lo chef stellato Moreno Cedroni ha partecipato oggi, martedì 24 maggio, a Parigi, al Congresso dell’UNESCO "Food Culture: social inclusion, sustainable development and cultural identity”, un evento incentrato sui vari aspetti del cibo, dall’inclusione sociale alla sostenibilità, all’identità culturale che rappresenta con il supporto del Segretariato e in collaborazione con la Delegazione permanente in Francia presso l'Unesco e con la Cattedra Unesco dell'Università di Milano dedicata al diritto e all'accesso al cibo. Nella tarda mattinata Cedroni ha ricordato i punti cardine della dieta mediterranea, l’insieme delle abitudini alimentari dei popoli del bacino del Mediterraneo, che si sono consolidate nei secoli e sono rimaste pressoché immutate fino al boom economico degli anni ’50. Questa serie di abitudini comprende principalmente un consumo abbondante di pane e pasta, verdure e frutta. Per garantire l’apporto di grassi è poi diffuso il consumo di olio  extravergine d’oliva, che contiene grassi di qualità superiore, salutari per l’organismo, meno nocivi di quelli animali. L’invito dello chef è stato rivolto in questo senso, nel ritorno al sano equilibrio della dieta mediterranea, completa e nutriente.

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Perché, spiega «alimentarsi non significa solo saziarsi, alimentarsi significa anche nutrirsi. Per ottimizzare il valore nutrizionale dei pasti e trarre il massimo beneficio dall’esperienza conviviale, oltre a dedicare tempo alla valorizzazione degli ingredienti di stagione, va ricercata la sinergia tra i corretti abbinamenti». Una dieta come quella mediterranea spinge verso il ritorno ai grani autoctoni, che non hanno subìto alterazioni, sono meno raffinati in quanto generalmente lavorati con la macinazione a pietra, sono più leggeri e digeribili, per citarne solo alcune qualità.  Altro appunto dello chef, quello legato al consumo dei vegetali «abbuffatevi di verdure – consiglia Cedroni - soprattutto cavolfiori e verze». In conclusione, una riflessione sulla piaga della fame nel mondo e sull’opportunità offerta dalla cucina del riutilizzo, argomento che l’ha visto coinvolto in prima persona. «Sono 795 milioni le persone che non hanno abbastanza cibo nel mondo. La stragrande maggioranza vive nei Paesi in via di sviluppo, dove il 12,9% della popolazione soffre di denutrizione e un bambino su sei è sottopeso. Il paradosso è che ogni anno vengono sprecati 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa un terzo di tutto ciò che viene prodotto». Proprio per combattere questa grande lotta alla malnutrizione e alla fame nel mondo è nata Food  for Soul il progetto virtuoso di solidarietà fortemente voluto e realizzato dallo chef Massimo Bottura. Con grande entusiasmo Moreno Cedroni ha abbracciato la causa e il grande gesto d’umanità realizzato da Bottura.  Tra le iniziative a cui ha preso parte ha ricordato quella del Refettorio Paris, dove è stata realizzata una cena solidale con i semplici ingredienti disponibili, riqualificati e trasformati in considerevoli portate da donare ai convenuti, persone meno fortunate che non possono permettersi pasti nutrienti ed equilibrati. 
 

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