Cronaca Centro storico / Via del Guasco

Centro storico lasciato al degrado: troppe le aree di cui ci si è dimenticati

Il centro è pieno di contenitori vuoti e zone di degrado da recuperare. Ma non ci si deve scordare di questioni storiche quali il Parco del Cardeto, l'ex Metro e tutte le opere archeologiche oggi inaccessibili

Oggi la stampa locale ha riportato l’esito di un sopralluogo nel centro storico di Ancona, effettuato nella giornata di ieri dall’assessore al patrimonio Tamara Ferretti e alla sicurezza Roberto Signorini. Il giro, al fine di valutare le condizioni di vivibilità e il livello di degrado della zona del Guasco e San Pietro, è partito dal Teatro delle Muse salendo per via Pizzecolli, via Matas e, passando per le Terme romane, sono arrivati fino all’Anfiteatro, per poi riscendere verso il porto. La conclusione è stata che non c’è un “allarme sporcizia” nelle strade e i contenitori sono sufficienti per raccogliere l’immondizia, però ci sono delle aree abbandonate: l’ex Fermi e i reperti archeologici pieni di sterpaglie. Ma sono davvero tutti qui i problemi del centro storico?

Forse è talmente vecchia come questione che ci siamo scordati del Parco del Cardeto. Entrando dall’ingresso di via Birarelli e, attraversandolo il parco fino ad uscire in via Cardeto, è possibile passeggiare all’interno di un’area verdissima e molto pulita, addirittura i servizi igienici pubblici farebbero invidia al bagno delle nostre abitazioni. Peccato che il tutto sia rovinato da relitti architettonici e parti in stato di abbandono, come il vecchio faro che, oltre ed essere chiuso al pubblico, è circondato da erba molto alta e le sue mura sono piene di scritte fatte con le bombolette spray. Vicino al nuovo faro vi sono delle strutture in legno e cemento, che sono fatiscenti e in completo abbandono. Dall’altra parte del parco, a fianco del cimitero degli ebrei, vi è un’intera area con case diroccate e abbandonate. A tutto questo si aggiunga che le varie opere, che potrebbero essere meta di visitatori, sono chiuse: cimitero degli ebrei, vecchio faro, cimitero inglese, Bastione San Paolo al Cassero. Un “museo a cielo aperto” dunque, come recita la scritta che accoglie i visitatori, ma chiuso.

In pieno centro, lungo Corso Garibaldi, vi è l’ex Metro, oramai una triste realtà di Ancona, che tempo fa lo stesso assessore all’urbanistica Elena Maiolini, ha definito una “grossa ferita”. L’amministrazione ha le mani legate perché la struttura è privata e, finché non ci sarà una volontà precisa da parte sua, il Comune non potrà pensare ad una nuova destinazione.

 

Un altro peccato del centro di Ancona è l’Anfiteatro romano. Questo oltre ad essere risucchiato dall’erba incolta, non è più visitabile, nonostante ci siano delle passerelle che consentirebbero l’afflusso di visitatori, anche se in numero limitato e controllato. Proprio vicino all’Anfiteatro c’è la chiesa di San Gregorio, anche questa completamente in stato di abbandono e inagibile perché, come ci è stato confermato dalla direzione regionale per i beni architettonici e paesaggistici, è stata ristrutturata all’esterno ma non all’interno.

In ultimo potremmo citare le scalette sotterranee di Piazza Roma (ex Cobianchi), altro contenitore in attesa di una destinazione d’uso e la recente sorpresa del container di Piazza Cavour.

Insomma, ce ne sono di contenitori vuoti da riempire, ma ce ne sono anche tantissimi pieni da risistemare e da valorizzare, perché è spiacevole che Ancona non apra le sue bellezze ai propri cittadini e ai turisti che ogni giorno sbarcano al porto. Per questi ultimi in particolare, non vi è neppure la preoccupazione di trovare chiuso, perché tanto non saprebbero nemmeno dell’esistenza di certe aree storiche e artistiche: alla dogana non vi è nemmeno un cartello stradale che ne indichi una.

Ma Ancona non è solo il centro storico: segnalaci il degrado nel tuo quartiere scrivendo a anconatoday@citinynews.it

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