Al porto sbarca "AIDAbella", fiume di turisti nel centro storico: Ancona li accoglie a metà

Se i turisti hanno potuto comunque trovare diversi negozi, bar e ristoranti aperti, lo stesso non si può dire dei luoghi culturali e artistici della città. Tutti chiusi all'arrivo della nave da crociera "AIDAbella"

Una coppia di turisti in crociera sbarcati ad Ancona

Ancona alla prova crociera oggi, quando alla banchina 1 del porto è sbarcata AIDAbella della compagnia AIDA Crociere, con a bordo 2.150 passeggeri dalla Germania. Una toccata imprevista e fuori programma a cui la città ha risposto a metà. I primi turisti sono arrivati intorno alle 12:00. Cosa hanno trovato? I negozi storici di corso Garibaldi, Mazzini e Stamira chiusi. Le grandi catene e i franchising aperti, ma solo in parte. Bar e ristoranti aperti, anche loro in formazione ridotta. Anche peggio sotto il profilo delle attrattive artistico-culturali. Sì che i turisti hanno potuto girare per le vie del centro muniti di una mappa di Ancona, consegnatagli una votla sbarcati grazie al progetto "Welcome to Ancona" di Camera di commercio e Comune. Peccato che abbiano trovato il deserto. Museo della città, Duomo di San Ciriaco, Museo Diocesano, chiesa di San Domenico, chiesa di San Francesco alle Scale. Tutto chiuso. Fortuna quei luoghi simbolo che ogni turista non manca di fotografare: la fontana della 13 Cannelle, la fontana di piazza Roma, piazza del Papa, il Passetto, il Lazzaretto. 

LO SHOPPING. Migliaia di tedeschi hanno affollato corso Garibaldi. Una fiumana a cui poi si sono uniti anche i tantissimi giovani degli Youth Games della Macroregione Adriatico-Ionica. Molti si sono buttati nei negozi a fare acquisti. Ma le attività commerciali, quelle storiche del centro anconetano, erano tutte chiuse. «E’ un discorso vecchio, ormai difficile da risolvere - ha detto il vice presidente regionale di Confesercenti Giancarlo Gioacchini - Noi abbiamo le nostre esigenze di spesa e dipendenti con contratti diversi dalle catene. Ci facciamo i nostri conti e se rimaniamo chiusi c’è un motivo, non è per autolesionismo. La convenienza c’è se ci si mette insieme per un evento particolare da lanciare con un determinato supporto pubblicitario, se no non vale la pena». Insomma i turisti non comprano nei negozi di Ancona per cui tanto vale chiudere. Gli unici a rimanere aperti sono le catene che non hanno problemi di personale. Come Zara. E Lovable di Elisa Papili: «I turisti da noi sono entrati e hanno anche comprato. Niente di che ma hanno acquistato». Aperto anche Carpisa che ha lanciato la campagna sconto del 10% per chi arriva con una nave da crociera: «I crocieristi entrano e comprano - ha detto il responsabile del negozio Carpisa Stefano Zocchi - Noi di solito siamo sempre aperti ma per noi la crociera è una boccata d’ossigeno non indifferente. Essere aperti in queste occasioni è importantissimo non solo per l’attività commerciale ma anche per l’immagine che si dà della città». In via degli Orefici è tutto chiuso, l’unico negozio aperto è quello di giocattoli “La città del Sole” di Daniele Spinsanti, che però puntualizza: «Per me rimanere aperti è inutile perché passa un sacco di gente, ma nessuno dalle grandi navi. E questo vale per il mio negozio come anche per altri, anche perché le crociere hanno il loro beauty free e il loro target medio si è molto abbassato. Insomma le crociere non sono la panacea di tutti i mali per il turismo di questa città».

BAR E RISTORANTI. Tanti locali chiusi. In piazza del Papa su 9, tra bar e ristoranti, sono aperti solo in 3. Tra questi c’è il bar BiAnco, dove Delia Moraschini ha detto: «I turisti si fermano ed è comunque importante per dare un servizio migliore e presentare in un certo modo la città». Il “modo” a cui fa riferimento la barman di piazza del Papa è quello di una città aperta, accogliente, sorridente per chi arriva da fuori. Anche se i conti non dovessero tornare. Ne è convinto Michele Angelo Zannini del bar Giuliani: «Si fermano poco e se si fermano comprano una stupidaggine, ma bisogna essere aperti perché siamo una città e il nostro lavoro è anche quello di accogliere, al di là delle vendite». «Quando c’è gente è importante esserci perché troppe volte c’è il vuoto» ha detto Fabrizio Boari di Rosa. Dunque c’è chi tende la mano ai turisti anche se ci si rimette qualcosa e c’è chi, invece, ha sperimentato e si è reso conto che il gioco non vale la candela. Dunque il commercio dorico si presenta diviso a metà. Ma seguendo le famiglie tedesche si arriva fino al Guasco, nel cuore storico di Ancona dove le bellezze architettoniche e le attrattive artistiche lasciano fuori quei turisti interessati a scoprire qualcosa del capoluogo regionale. E allora il rischio è che gli stranieri girino senza meta per poi tornare verso il porto passando per via Buoncompagno, a pochi metri da corso Mazzini, dove in un angolo c’è un uomo che armeggia con una siringa. Si fa finta di niente e si prosegue oltre. In un attimo si torna in corso Mazzini. E’ pieno di gente. 

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