Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Scrima / Via Madre Teresa di Calcutta

Incendio centro anziani, il responsabile della struttura: «Non credo al gesto volontario»

I vigili del Fuoco sono al lavoro per accertare le cause del rogo, il sacerdote che gestisce la struttura spiega i motivi per i quali tende a escludere l'atto vandalico

Che sia stata la mano umana ad originare il rogo divampato martedì scorso al centro anziani “Bruno Camillucci” di Posatora è una certezza. Dolo o gesto accidentale? I vigili del Fuoco stanno ancora cerando una risposta ma don Giancarlo Sbarbati, responsabile della fondazione “Il Samaritano” che gestisce la struttura, non crede al gesto volontario di qualche vandalo.

Ipotesi incidente

«Al momento mi sento di escludere il gesto doloso, anche perché c’era sempre qualcuno» spiega don Sbarbati. L’incendio è divampato poco prima delle 9 al secondo piano, dove era presente una sola ospite. Il fumo ha poi interessato il piano superiore dove c’erano altre tre persone: «Al terzo piano dalle 7,50 c’era una ragazza e non ha visto estranei entrare. Al secondo piano c’era la signora nella sua stanza, ma si era alzata e sembra impossibile che qualcuno possa essere entrato senza essere visto, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi». Lo scenario più credibile, secondo il sacerdote, resta quello dell’incidente. Possibile che la signora al secondo piano avesse involontariamente commesso una leggerezza che ha poi originato le fiamme? «Non lo posso escludere, perché anche la semplice cenere di sigaretta calda su un pezzo di carta può provocare l’incendio senza che qualcuno se ne accorga. Non dico che sia successo questo, ma prima di pensare a cose più grosse andrei cauto». Nel salottino dove è divampato l’incendio, spiega don Giancarlo, c’erano diversi oggetti in legno e carta provenienti dai mercatini di Natale: «C’erano poi tende, materiale di plastica, porte in plastica e logicamente il calore ha fatto dei danni, ma il mobilio così come le tende avevano una certificazione antincendio». Il terzo piano della struttura è un centro esclusivamente diurno per malati di Alzheimer: «Quel piano è già stato sanificato dal fumo. Le famiglie degli ospiti hanno preferito aspettare un giorno e da domani riprenderà il corso normale». 

Il futuro della struttura

«Il secondo piano lo dovremo probabilmente ristrutturare, perché c’è in piedi un progetto con l’Inrca e il Comune di Ancona per usare i primi 3 piani della struttura come centro demenza» spiega don Sbarbati. L’opera potrebbe essere pronta per la fine del 2018. «Tutto il secondo piano era nato come punto di “sollievo temporaneo” per consentire a familiari in difficoltà di lasciare per 15 giorni o un mese il proprio parente. Però non avevamo mai trovato la quadra- spiega ancora il sacerdote- perché questi servizi sono costosissimi. In questo nuovo progetto di accompagnamento delle famiglie con malati di Alzheimer, probabilmente venderemo qualche cosa per utilizzare questi locali. Vogliamo dare una risposta alle 2mila famiglie su 100mila abitanti, interessate da questi mali che mettono in difficoltà le famiglie stesse».
 

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