Cellulari e sim nelle celle del carcere, erano dei boss della criminalità organizzata

A trovare i micro cellulari e le schede sono stati gli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo. Il sindacato: «Elemento di preoccupazione, serve più tecnologia nei controlli»

Foto di repertorio

Due micro telefoni sono stati trovati nelle celle di Montacuto, addirittura all’interno della sezione di alta sicurezza e in dotazione a due persone condannate per reati connessi alla criminalità organizzata. I dispositivi di comunicazione, assolutamente vietati ai detenuti per ovvi motivi, erano nascosti in due tubetti e sono stati trovati durante una perquisizione da parte degli agenti di polizia penitenziaria coordinati dal comandante Nicola De Filippis. I sistemi erano perfettamente funzionanti e composti perlopiù da materiale in plastica e una minima parte in ferro, quanto basta per eludere anche il metal detector. Insieme ai cellulari sono state trovate anche 5 schede sim. 

«I telefoni sono stati trovati nella Sezione Alta Sicurezza del carcere e questo è elemento di preoccupazione -ha commentato Nicando Silvestri, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria delle Marche- un plauso agli uomini della polizia penitenziaria di Montacuto, che nonostante la cronica carenza di personale non rinuncia al controllo e alla repressione di condotte messe in atto dai detenuti». Gli apparecchi sono stati sequestrati e sono stati già informati gli uffici dipartimentali e regionali e all'Autorità Giudiziaria. «Al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria chiediamo interventi concreti – ha proseguito De Filippis- come, ad esempio, la dotazione ai reparti di polizia penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l'indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani». Sulla vicenda è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Il rinvenimento è avvenuto grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio. Sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari, e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite, è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo». Capece fa riferimento ad una comunicazione ministeriale dello scorso maggio con cui si dava notizia che il Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziari aveva ultimato la consegna degli apparati inibitori di comunicazioni cellulari a tutti i provveditorati. «A breve si sarebbe dovuta dare l’adeguata e pertinente formazione del personale individuato per l’utilizzo e il funzionamento di tali apparecchiature – continua Capece- ma non risulta che tali apparecchi siano stati dati in uso alla Polizia Penitenziaria di Montacuto. Perche?”.

Non è la prima volta che a Montacuto vengono trovati micro cellulari. E' successo anche lo scorso aprile, in quel caso i detenuti avevano nascosto i piccolissimi dispositivi nelle parti intime come fossero delle supposte.

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