La segnaletica fa chiudere l'azienda, 15 operai licenziati: Baldini contro Autostrade

Sarà il Prefetto Antonio D'Acunto nelle prossime ore a rispondere alle domande dei 15 operai delle imprese edili Sandro Baldini e Conero Frantumazioni

La protesta dei lavoratori della ditta Baldini

Automezzi fermi, un presidio di operai sulla cameranense e i volti disperati di chi sta perdendo il lavoro nonostante le numerose commesse. Sarà il Prefetto Antonio D’Acunto nelle prossime ore a rispondere alle domande dei 15 operai delle imprese edili Sandro Baldini e Conero Frantumazioni. O almeno è quello che spera lo stesso Baldini dopo aver licenziato i suoi dipendenti. Stavolta la crisi non c’entra. La colpa, spiega il titolare, è di 2 new jersey e di un segnale che limita a 12 tonnellate il transito degli automezzi su quel ponte che sovrasta la A14. Il segnale è stato installato a inizio novembre e i new jersey giovedì. Ora però l'azienda non riesce più a lavorare con le ditte servite negli ultimi 20 anni. Il motivo? Non possono offrire prestazioni con mezzi sotto le 12 tonnellate dato che un semplice autocarro pesa in media dalle 15 alle 16 tonnellate e per di più scarico. Tra gli operai ognuno ha le sue storie. A Pesaresi la notizia del licenziamento è arrivata in un momento estremamente particolare. «Ho famiglia, ho problemi e non pochi. Sono qui a manifestare nonostante che sabato mattina ho tumulato mia madre».

«La società Autostrade per l’Italia ha messo questo cartello sulla mia proprietà e che non ha nessuna scritta alle spalle, come tutti i cartelli - spiega proprio Sandro Baldini - Il tutto senza nemmeno collaudare il ponte e senza darci nessun preavviso. I new jersey sono arrivati all’interno dell’uovo di Pasqua, io li ho tolti una prima volta e rimessi venerdì, sono anche stato denunciato per furto aggravato per averli rimossi nonostante il mio legale avesse avvisato Autostrade, Prefettura eccetera». A far infuriare il titolare c’è anche altro. «La stessa società Autostrade, fino al giorno stesso in cui ha fato piazzare il cartello, è entrata nel nostro deposito con circa 20-30 mila metri cubi di fresato di asfalto derivato dai lavori per la terza corsia. Il tutto con centinaia di bilici dalla portata di 480 fino a 550 quintali. Finito il loro lavoro è saltato fuori il cartello e ora i due new jersey». Al titolare fa eco Giovanni Pesaresi, che lavora alla Baldini sin dalla sua apertura: «Noi chiediamo il collaudo del ponte. Se è passato tutto questo materiale vuol dire che il ponte regge, o qualcuno ci dia la dimostrazione del perché non regge più - tuona Pesaresi- perché è diventato a 12 tonnellate quando da quello che sappiamo noi è stato collaudato a 72 tonnellate?».

LA REPLICA DI AUTOSTRADE PER L'ITALIA. Autostrade ha già replicato di aver sollecitato Baldini, già dal 2014, a disciplinare e rispettare i transiti degli automezzi. Questione di sicurezza anche se, sempre per nota della società, il cavalcavia non ha problemi ed è costantemente monitorato. Un ponte che però, spiega ancora Autostrade, è stato pensato negli anni 70 per sopportare carichi inferiori.

«Anche loro avrebbero dovuto fare un collaudo dal 2014 - conclude Baldini - ma siamo arrivati al 2017 e per non spendere soldi preferiscono chiudere un’azienda storica». Sulla vicenda arrivano anche le prime reazioni della politica. SEL-ABC esprime solidarietà ai lavoratori con una nota del capogruppo Francesco Rubini che fa sapere: «Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per far riaprire l’azienda. Dove sono le istituzioni? E’ possibile che nessuno faccia nulla?». 

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