Sbloccata la cassa integrazione ai dipendenti della Cimas, società che gestisce la mensa

Il primo cittadino, dopo il colloquio, ha immediatamente scritto via pec alla direzione provinciale dell’Inps di Pesaro

Foto di repertorio

Dall’inizio di marzo, 19 lavoratrici attendevano il bonifico, l’Inps si è impegnata a erogare l’ammortizzatore sociale entro otto giorni in seguito a una lettera del primo cittadino: «Erogano un servizio per il Comune e le loro difficoltà ricadono sotto la mia responsabilità». Dopo l’interessamento del sindaco Stefania Signorini è stato finalmente sbloccato da parte dell’Inps il pagamento della cassa integrazione ai dipendenti della Cimas, la società del Pesarese che gestisce il servizio di mensa centralizzata per il Comune di Falconara. Sono 19 le lavoratrici che, dall’inizio di marzo, non hanno percepito alcun ammortizzatore sociale, nonostante le richieste inoltrate all’istituto previdenziale. La pandemia ha infatti comportato la chiusura delle scuole e la sospensione di tutti i servizi collegati, compresa appunto la mensa. Per alcuni, dopo mesi di inattività, la situazione è diventata davvero grave, tanto che venerdì 19 giugno una delegazione di operatrici della Cimas ha chiesto di incontrare al Castello il sindaco Signorini, cui è stata illustrata la problematica. Le dipendenti che hanno partecipato all’incontro, impiegate nel centro di cottura di Falconara, hanno chiesto un intervento del Comune per tentare di uscire dall’impasse.

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Il primo cittadino, dopo il colloquio, ha immediatamente scritto via pec alla direzione provinciale dell’Inps di Pesaro, competente per il caso della Cimas, per chiedere spiegazioni sulla mancata erogazione della cassa integrazione, che stava mettendo in ginocchio 19 lavoratrici. «Si tratta di persone e famiglie che vivono in questo territorio – si legge nella lettera – e la loro difficoltà, mi auguro temporanea, ricade sotto la mia diretta responsabilità; sento inoltre il dovere di tutelarli visto che l’azienda in questione eroga per il Comune servizi che sono stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria». La risposta è arrivata venerdì pomeriggio, a distanza di poche ore: è emerso che la richiesta non era stata processata per l’errata trascrizione dell’Iban di una delle dipendenti. E’ stata la stessa Inps a correggere l’errore e a comunicare che, nel giro di otto giorni, sarà erogato l’ammortizzatore sociale per i mesi di marzo e aprile, mentre nei giorni successivi sarà versato anche quello di maggio.

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