Da Foggia per assaltare i bancomat, incastrati dalle telecamere: 3 arresti e beni sequestrati

Dopo mesi di investigazioni, alla fine i carabinieri della Compagnia di Osimo, guidati dal comandante Raffaele Conforti e dal luogotenente Luciano Almiento, hanno arrestato 3 uomini di Foggia

I 3 arrestati

Una sguardo alle Marche e alla provincia di Ancona come ad una terra vergine, senza complicanze, dove le spartizioni tra clan non esistono e dove colpire alla prima occasione senza rendere conto a nessuno, tantomeno alla giustizia, vista come la propria nemesi. E’ così che si spostavano da Foggia per arrivare nell’hinterland anconetano. Come fosse una gita fuori porta, studiavano il territorio, aspettavano il calar della notte e assaltavano i bancomat usando un esplosivo tanto potente che poi le forze dell’ordine ne ritrovavano i resti a centinaia di metri dal punto della deflagrazione. Dopo mesi di investigazioni i carabinieri della Compagnia di Osimo, guidati dal comandante Raffaele Conforti e dal luogotenente Luciano Almiento, hanno arrestato 3 uomini di Foggia, due dei quali già agli arresti domiciliari. Ma stavolta il Gip Antonella Marrone ha accolto la richiesta del Pm Ruggiero Dicuonzo per cui ai 3 pugliesi di 21, 29 e 36 anni, sono stati applicati anche i braccialetti elettronici. Forse questa volta non evaderanno da casa per fare un colpo in banca a Cheti come fatto da uno del trio nel maggio scorso. Quando i militari abruzzesi lo arrestarono in flagranza, lui rispose spavaldo: «Non posso essere io perché sono agli arresti domiciliari». La stessa strafottenza dimostrata quando gli uomini di Conforti, in collaborazione con i colleghi di Foggia, sono arrivati a Orta Nova (Provincia di Foggia) per dare il via alla retata e notificare ai 3 presunti rapinatori la nuova ordinanza di misura di custodia cautelare. La loro reazione? Hanno accolto in casa i carabinieri come si fa con un ospite gradito. Restano le accuse: furto aggravato ai danni di sportelli bancomat mediante esplosione, riciclaggio e detenzione illegale di sostanze esplosive in concorso, con recidiva specifica e reiterata per tutti, con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite e con inaudita violenza su cose esposte per necessità alla pubblica fede e con grave pericolo per l’incolumità pubblica.

Gli assalti e il sequestro del denaro

La banda è inoltre ritenuta responsabile anche del furto di una macchina: una Alfa 156, rubata proprio ad Osimo nella notte del 4 febbraio 2017 e utilizzata per l’assalto al bancomat di San Biagio. Fu proprio la telecamera del comune di Osimo, poi visionata dagli investigatori, a inquadrare quella Alfa 156 una prima volta insieme ad una Bmw e poi una seconda volta. La stessa Alfa ma con un targa diversa. I carabinieri, che inizialmente avevano pensato ad un cambio di targhe, scoprirono invece che la prima auto era stata abbandonata per fuggire con due auto pulite. Da lì prese il via l’operazione “Cash Point”, con intercettazioni telefoniche e pedinamenti nei confronti dei sospetti. Ai 3, gli inquirenti contestano anche il colpo a Monte San Vito l’8 febbraio 2017 alla Banca di Credito Cooperativo di Falconara Marittima in cui la gang ha usato un ordigno esplosivo artigianale tipo “marmotta”. Un colpo da 40mila euro circa contenuta presso lo sportello ATM di proprietà della Banca di Credito Cooperativo di Falconara Marittima. Poi il 19 febbraio scorso a Trecastelli dove i banditi hanno usato gas acetilene miscelato con ossigeno liquido, portando via 20mila euro contenuta nella cassa contanti di pertinenza dello sportello ATM di proprietà di Poste Italiane S.p.A. – Ufficio di Passo di Ripe di Trecastelli. In tutto 163mila euro su cui pende un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Ancona a carico dei tre indagati.   

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