Dopo il sisma il terremoto delle casette: sporche, difettose ed incomplete

Beffa di Natale per i terremotati che aspettavano una soluzione abitativa d'emergenza da oltre un anno. Ora anche i sindaci si rifiutano di assegnare le casette in queste condizioni

Casette, così non va. Per molti terremotati del Centro Italia la "soluzione abitativa d'emergenza" attesa da oltre un anno e promessa per Natale, si è trasformata in una beffa: tanto che anche i sindaci di alcuni comuni che costituiscono il cratere del terremoto del Centro Italia si sono rifiutati di consegnarle ai concittadini. Sporche, difettose, senza marciapiedi, con terra e materiali di risulta del cantiere ancora in bella mostra: la desolante situazione a San Cassiano, a Castelsantangelo ma anche a Visso Caldarola

Sul caso il Movimento 5 stelle ha presentato un esposto a procure, Anac e Corte dei Conti segnalando come il costo delle casette compresi di opere di urbanizzazione e installazione dei moduli, in alcuni casi superano i 5.000 euro a metro quadro.

Il caso letteralmente scoppiato con l'arrivo del primo freddo dell'inverno che ha fatto gelare le tubazioni non coibentate e i boiler esterni si arricchisce di nuovi incredibili "casi". Il 24 dicembre il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini si è rifiutato di assegnrare le Sae ai suoi concittadini. Su 12 casette nessuna era abitabile: "Posso accettare che su una ci sia un problema, potrei anche capire se succedesse su due..."

"Consegnarle in quelle condizioni, sporche, con danni alle pareti, con perdite da lavandini, sanitari o impianti di riscaldamento non è accettabile. Oggi la caldaia dell'unica che avrebbe potuto essere abitata (pulita dall'assegnataria) ha avuto una perdita che la renderà inutilizzabile. 
Mi sento mortificato, chiedo scusa agli assegnatari, mi era stato garantito che sarebbe stato tutto pronto per la consegna e mi sono fidato, anche perché avevo dovuto risolvere personalmente molti problemi.  Non sarà un pensiero natalizio ma spero proprio che qualcuno paghi per questo."

Gli fa eco Franco Cerignoli, primo cittadino di Sarnano.

"Vialetti ancora da sistemare, cumuli di terra, terrapieni da ultimare, reti da cantiere, asfaltatura rovinata, pezzi di catrame sulle aiuole; all’interno oltre alla sporcizia, parte del mobilio e dei complementi d’arredi previsti nel capitolato non montati o addirittura assenti. Se la situazione resterà immutata mi rifiuto di consegnarle".

Per i comitati dei terremotati una beffa dopo l'ennesimo annuncio "fantasioso" sui cronoprogrammi più volti modificati in corsa.

"Vi faccio vedere come sono le casette"

Lo stesso sindaco questa mattina ha riconsegnato le chiavi delle 9 Sae all'Erap in accordo con i cittadini in attesa che vengano sistemate.

"Le chiavi saranno riprese solo quando tutte le situazioni saranno state sistemate e solo dopo che le casette saranno state rifornite di tutti gli accessori. Prima di far entrare i cittadini verrà fatto un collaudo da parte del Comune."

"È del tutto evidente che ci sia una responsabilità diretta delle ditte che stanno operando. Formalizzerò la questione alla Protezione Civile Nazionale e Regionale, affinché possano effettuare le necessarie verifiche, considerato che qualcuno ha attestato che i lavori delle casette erano ultimati, circostanza – come bene si evince dalle foto – non vera."

Non sono casi isolati. Il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci si aggiunge all'elenco dei colleghi che hanno protestato per le carenze nei lavori di finitura dell'urbanizzazione delle aree destinate alle casette dei terremotati. Rinviata a data da destinarsi la consegna alle famiglie delle 12 casette della frazione di Nocria, che era prevista prima di Capodanno.

''Ho scritto alla Regione Marche e all'Erap, l'ente preposto al collaudo finale, e aspetto una risposta. A 16 mesi dal terremoto a Castelsantangelo siamo fermi a 11 casette abitate''. Oltre alle 12 di Nocria il paese ne attende altre 40: ''ma con neve e pioggia chissà quando saranno pronte''

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