Via Villarey, le occupano monolocale e si prepara al blitz: «Voglio entrare in casa mia»

Annunziata Brandoni sabato si trasferirà con suo marito nel monolocale occupato di via Villarey 2 pur rischiando una denuncia per violazione di domicilio. Da quel momento vivranno sotto lo stesso tetto lei, il marito e l'occupante abusiva

Prosegue la battaglia di Annunziata Brandoni, preside in pensione, residente a Castelfidardo che ormai da tre anni e mezzo sta lottando per ottenere lo sgombero del suo monolocale in via Villarey 2, occupato abusivamente da una donna anconetana, una vicina di casa, che ha portato con se una colonia di 15 gatti. Ha deciso di rischiare la denuncia per violazione di domicilio e, insieme a suo marito, è entrata nel cortile esterno della sua proprietà. «Io non la mando via perché altrimenti farei una cosa illegale non avendo la sentenza. Io voglio entrare in casa mia. La proprietà privata è tutelata dalla Costituzione ma non me la tutela nessuno allora devo fare per conto mio» dice la signora Annunziata.

La Brandoni ha annunciato il trasferimento nel suo monolocale per sabato pomeriggio. Da quel momento vivranno sotto lo stesso tetto lei, il marito e l'occupante abusiva. «Sabato veniamo con i letti e cerchiamo di entrare e da quel momento vivremo qui, noi tre e 15 gatti, senza acqua in un monolocale di 30 mq- dichiara-. All'interno c'è un cattivo odore insostenibile. Abbiamo avvisato dello stato di igiene il Sindaco di Ancona, il Prefetto, il Questore e i Servizi sociali della Asl». I fatti risalgono a quasi 4 anni fa quando, dopo una scrittura privata che ne definiva la prevendita, l'attuale occupante non ha mai pagato.

Dopo un anno ha presentato il pagamento con un assegno scoperto da 100mila euro, in attesa di un risarcimento per un intervento di rinoplastica mal riuscito. In verità la causa di indennizzo non c'era mai stata. Tra l'altro, all'occupante è stata rilasciata la residenza in via Villery 2 quando ancora la casa non era messa in vendita. Dopo essersi incatenata per protesta ai cancelli del giardino a novembre, la Brandoni, esasperata dalla lentezza dei tempi di giustizia, ha deciso di agire. Tra l'altro, proprio alcuni giorni fa, si è tenuta la prima udienza dell'azione processoria intrapresa dalla Brandoni. «Il Giudice ci ha fissato un incontro al 22 maggio ma non per fare un'azione esecutiva ma per fare una conciliazione. Io non intendo conciliare niente perché noi non abbiamo fatto nulla e lei ha ammesso tutto davanti al giudice. Anche perché tutta la questione andrà a finire ad ottobre» conclude. 

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