Casa de Nialtri, il prefetto: “Serve dialogo tra le parti. Non necessario un mio intervento”

Scaduti ieri i termini per accettare le proposte del Sindaco. Una quindicina gli occupanti che hanno lasciato la scuola. Quattro i nuovi ingressi. Venerdì nuova assemblea aperta a Palazzo del Popolo.

Il Prefetto di Ancona Alfonso Pironti

"L’unica via per affrontare la situazione all’ex scuola occupata in via Ragusa, è quella del dialogo tra Casa de ‘Nialtri e l’amministrazione comunale". È questo il succo del discorso che il prefetto Alfonso Pironti, ha fatto ieri mattina durante l’incontro con i consiglieri Sel, Stefano Crispiani e Massimo Binci. Non era invece presente l’Onorevole Ricciardi.

«Il Prefetto è stato molto cortese da riceverci e da ascoltarci ma non ci sono ragioni per suscitare una sua azione, un suo intervento- riferisce l’avvocato Crispiani-. Abbiamo parlato della necessità di prendere atto della situazione e dell’utilizzo inappropriato di termini come “Ultimatum” e “Bliz” per  lo sgombro forazato dei senza casa. Gli strumenti abituali per far fronte all’emergenza abitativa non vanno più bene. La Mensa del Povero e Un tetto per tutti non funzionano più. Bisogna sperimentare cose nuove proprio come stiamo facendo in via Ragusa con il co-housing».

Crsipiani riflette anche su come un’esperienza simile, sia utile per la città. «Ancona non riesce a far fronte all’emergenza sociale. Inoltre, il co-housing consente un grande vantaggio economico rispetto al costo che invece hanno le soluzioni singole pensate dal Comune.  Spero che ci sia dialogo soprattutto per il rispetto dei diritti delle persone».

«Il Prefetto ha consigliato la via del dialogo. Da quando abbiamo occupato la scuola non si sono verificati  motivi di ordine pubblico e problemi nel quartiere. Per questo non è necessario un suo intervento- commenta Silvana Pazzagli, una dei rappresentanti di Casa de ‘Nialtri-. I problemi di alcool o di violenza che possono verificarsi quando le persone vivono per strada non si sono riversati nella scuola. La coesione e il senso di comunià permettono di superare le difficoltà. Non ci sono state risse e non abbiamo dato fastidio a nessuno. Se tutto viene mantenuto in questa dimensione non ci saranno problemi. È stato capito che il progetto va oltre l’avere un tetto, vogliamo inserire queste persone nella società».

Ieri intanto per i senza casa di via Ragusa, sono scaduti i termini per accettare le soluzioni abitative proposte dal Sindaco. Ad uscire dalla scuola una quindicina di occupanti. Il gruppo dei somali, una famiglia e un ragazzo bengalese. Tutti gli altri sono rimasti anzi, sempre ieri, sono entrate a far parte della famiglia di Casa de ‘Nialtri altre quattro persone. Una donna peruviana, badante che alla morte dell’anziano assistito si è ritrovata a trascorrere le notti nelle sale d’aspetto degli ospedali Inrca e Torrette; un signore italiano che per via della separazione ha perso la casa e due ragazzi stranieri richiedenti asilo politico. Venerdì pomeriggio alle 17.30, nuova assemblea aperta nell’ex sala del consiglio comunale a Palazzo del Popolo.

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