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La porta ora sbarrata dell'ex scuola Regina Margherita

La porta ora sbarrata dell'ex scuola Regina Margherita

Casa de 'Nialtri, le associazioni denunciano: “Abbandonata e covo di tossicodipendenti”

Nessun segno dei lavori di ristrutturazione, che sarebbero dovuti cominciare a marzo. Rubini: "La Mancinelli ha usato la scusa dei lavori per guadagnare consenso intorno all'operazione vergognosa dello sgombero"

Passati più di due mesi dallo sgombero dell'ex scuola Regina Margherita in via Ragusa, non c'è traccia dei lavori di ristrutturazione annunciati dall'Amministrazione comunale per riqualificare la struttura e destinarla ad un centro per disabili. A denunciarlo, le associazioni vicine agli ex occupanti. I lavori sarebbero dovuti iniziare a marzo invece, nel frattempo, la scuola sembrerebbe essere tornata ad essere un covo di tossicodipendenti, un ricettacolo di sbandati. Erba alta, siringhe, sporcizia e una grande scritta che si snoda lungo la facciata di quella che un tempo ospitava Casa de 'Nilatri: "l'indifferenza è mafiosa".  

«La cosa più grave è che il sindaco disse apertamente a più riprese che i lavori sarebbero dovuti iniziare a marzo. Marzo è passato, tra poco finirà anche aprile. Nell'edificio di via Ragusa non solo non sono iniziati i lavori e non c'è traccia di un cantiere, non solo i fondi da destinare a questi lavori non sono passati per il consiglio comunale ma cosa ancor più grave è che quell'edifico è in totale abbandono e ci arrivano segnalazioni di persone che vanno lì magari prive di un rifugio perché tossicodipendenti- racconta Francesco Rubini, consigliere comunale Sel-. Con rammarico e un po' di tristezza sottolineiamo che quell'edifico nonostante gli slogan e le promesse del sindaco è abbandonato a se stesso. Per ora è tutto morto così. Un edificio che era stato ridonato alla città, che era diventato un luogo di incontro e di vita per decine di persone è di nuovo abbandonato, serrato, chiuso. Ci dispiace rimarcarlo ma è un dato oggettivo che il sindaco Mancinelli ha solo voluto usare la scusa dei lavori illudendo dei disabili per guadagnare consenso intorno ad un'operazione vergognosa come quella dello sgombro».

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