Il poliziotto che viene dalla strada, Carlo Pinto è il nuovo capo della Squadra Mobile

Da vice capo della Mobile ha partecipato alle indagini e contribuito all'arresto del super latitante Filippo De Cristofaro, il killer della skipper pesarese Annarita Curina

Carlo Pinto

Quando le scuole anconetane organizzavano incontri formativi sulla legalità, per la Polizia capitava di incontrare lui, che si rivolgeva agli studenti spronandoli, non tanto a raggiungere il più alto grado di riconoscimento accademico ma a concentrarsi sul loro obiettivo, buttandosi nella mischia laddove se ne fosse presentata l’occasione. Sudare, fare la gavetta, imparare dagli errori e da chi fa il mestiere da anni. Come ha fatto lui che a 19 anni aveva già vestito la divisa della Polizia di Stato. Ha iniziato facendo il piantone in Questura mentre gli altri erano all’università o frequentavano qualche corso privato nell’ambito dell’investigazione. La laurea in giurisprudenza l’ha presa, certo, ma studiando di notte, quando di giorno era impegnato in appostamenti, e studiando di giorno, quando di notte inseguiva ladri e rapinatori a bordo di una voltante, sulle note delle sirene e delle ruote fischianti. «Non ho mai ricoperto incarichi dietro ad una scrivania» ha detto. Ed è forse anche per questo che il Capo della Polizia ha nominato Carlo Pinto a capo della Squadra Mobile, un anconetano che viene dalla strada per la prima volta nella storia. «Carlo Pinto è l’uomo giusto per ricoprire questo ruolo per quello che ci ha fatto vedere in questi anni, per la serietà, la dedizione e la competenza» ha detto il Questore Oreste Capocasa, che ha presentato il cambio al vertice in conferenza stampa e ringraziato per il suo lavoro il predecessore Virgilio Russo, da oggi operativo alla Squadra Mobile di Perugia. 

Carlo Pinto entra a far parte della Polizia di Stato nel 1987 con la qualifica di agente ausiliario e viene assegnato a Senigallia, successivamente all'Ufficio scorte della Questura di Bologna fino al 1990, anno in cui inizia a prestare servizio presso la Questura di Ancona,  nell’U.P.G.S.P.,  Sezione Volanti. Durante la permanenza ad Ancona transita per concorso nei ruoli dei vice sovrintendenti e poi nel ruolo degli Ispettori con funzioni di Coordinatore della Squadra Volanti. Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza, dopo la laurea partecipa e supera il concorso per la qualifica di Commissario della Polizia di Stato e si trasferisce a Roma per la frequenza del corso di formazione presso la Scuola Superiore della Polizia. Al termine del corso viene assegnato al Reparto Mobile di Torino poi a quello di Firenze e, successivamente, nel 2008, torna a Senigallia. Nel 2010 viene nominato Dirigente della Sezione Criminalità Organizzata e Catturandi di Ancona, rivestendo anche l'incarico di Vice Capo della Squadra Mobile. In quegli anni è stato insignito della Medaglia d’argento al merito di Servizio e Croce di Bronzo per anzianità di Servizio, l’attestato di Pubblica Benemerenza (medaglia di bronzo) “a testimonianza dell’opera e dell’impegno prestati nello svolgimento di attività connesse ad eventi della Protezione Civile” e l’attesto di “Lungo Impiego nei Servizi di Tutela dell’Ordine Pubblico”. Ma è nel capoluogo dorico che ha coordinato numerose indagini di PG al fianco dei due Dirigenti della Squadra Mobile che si sono negli anni avvicendati, cioè Giorgio Di Munno e Virgilio Russo

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Ed è proprio insieme a loro che Carlo Pinto indaga nell’ambito di operazioni delicate, su tutte quella conclusasi con l’arresto del super latitante Filippo De Cristofaro, il killer della skipper pesarese Annarita Curina e tornato in libertà per decorsi termini di custodia cautelare in Portogallo, dove la sezione Catturandi era arrivato a stanarlo. «Da anconetano sento oneri più pregnanti adesso - ha detto Carlo Pinto - Perché conosco l’humus e la microcriminalità della mia città, sono cresciuto nelle strade di Ancona, dove ho imparato tutto quello che non ho imparato in Polizia». 

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