Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Marche, il cardinal Menichelli in Regione: «Patto tra religione e politica per il bene comune»

In occasione della giornata dedicata a tutela ambientale e bene comune, temi dell'enciclica di Papa Francesco, il cardinale Menichelli lancia la sua proposta ai consiglieri regionali e parla di un'alleanza per dare risposte comuni ai problemi di oggi

Il cardinal Menichelli in Regione

Insieme, laici e credenti, politici e religiosi, per affrontare i problemi comuni della società. È l’invito a una vera e propria alleanza quello lanciato dal cardinale Edoardo Menichelli  dagli scranni del Consiglio regionale delle Marche, riunito questa mattina in assise straordinaria per commentare i temi contenuti nell’enciclica Laudato si’, l’ultima lettera pastorale di Papa Francesco dedicata all’ambiente, ai beni comuni, allo sviluppo sostenibile. Menichelli, nel breve saluto iniziale, ha chiamato la politica allo sforzo comune per risolvere le grandi questioni della società. “Ci sono parole – ha detto il porporato - come solidarietà o pace, che vanno bene per tutti e sono patrimonio comune. Il mio essere qui oggi è un atto di stima per voi e un invito all’alleanza”.

Nel saluto iniziale, il presidente del consiglio Antonio Mastrovincenzo ha posto l’attenzione su una regione, le Marche,  “che purtroppo ha comunque risentito della crescita della cosiddetta “società dei consumi”, dell’espansione urbanistica spesso disordinata, in particolare in alcune zone della regione, del consumo eccessivo del suolo”, con problemi di povertà (“non possiamo dimenticare le oltre 40.000 famiglie e 115.000 cittadini poveri della nostra regione. Seppure il numero delle persone povere e a rischio povertà nelle Marche risulti in discesa rispetto agli anni precedenti, siamo appena sotto la media nazionale del 10,3%”) e di occupazione (“dall’inizio della crisi abbiamo perso circa 5.000 imprese artigiane e 15.000 occupati. Non deve poi illuderci la diminuzione del tasso di disoccupazione che oggi si attesta intorno al 9% che rappresenta comunque un dato consistente se pensiamo alle percentuali da disoccupazione frizionale del periodo ante crisi”).

L’Enciclica, come ha spiegato Stefano Zamagni, docente dell’Università di Bologna “non si limita alla diagnostica del momento da indica delle linee guida tracciando la distinzione tra ciò che l’uomo fa e ciò che l’uomo potrebbe fare se sposasse un modello di sviluppo differente. Il Papa chiede un’Agenzia Mondiale dell’Ambiente che sia in grado di vincolare al rispetto gli accordi presi dagli stessi Paesi. A oggi non c’è nessuna agenzia mondiale che fa rispettare gli accordi presi a livello internazionale, come il Protocollo di Kyoto”.

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