Sovraffollamento, agenti senza stipendio e personale senza incarichi: carcere paralizzato

Una crisi lavorativa e organizzativa che si mischia alla precarietà della tutela dei diritti umani come conferma anche Nicandro Silvestri del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria)

Foto di repertorio

Non è stato né un caso né un capriccio la protesta esplosa lo scorso 25 agosto all’interno del carcere di Montacuto. Sarebbe infatti la conseguenza di condizioni più complesse che si traducono in uno stato di abbandono in cui versano le carceri. Non solo della popolazione carceraria, ma soprattutto degli agenti di Polizia Penitenziaria che, da mesi, lavorano senza un direttore in pianta stabile e Provveditore, cioè la figura nominata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il cui compito é coordinare i lavoro degli istituti. Figure fondamentali per l'organizzazione del lavoro e la buona amminstrazione delle strutture penitenziarie. Manca dunque un Protocollo di intesa regionale (PIR) e di conseguenza anche un Protocollo di Intesa Locale (PIL). Le conseguenze per i poliziotti? Agenti senza straordinari, senza missioni pagate da mesi, non c’è un piano ferie per cui nessuno può lasciare il carcere. Tutto di fronte al problema del sovraffollamento che investe Montacuto, di fronte al quale gli agenti non solo non lavorano in condizioni di sicurezza, ma non sono neppure più in grado di vigilare i detenuti, magari salvando loro la vita quando qualcuno di questi cerca di togliersi la vita in cella. Addirittura a Barcaglione, a seguito dell’accorpamento degli Uffici Penitenziari ad Ancona, ci sarebbero agenti di Polizia, dirigenti e personale amministrativo senza neppure degli incarichi di lavoro. Tutto a fronte dell’altra realtà, quella di Montacuto, dove il numero del personale sfiora la metà di quello minimo per una gestione ottimale.

La rivolta in carcere

La Denuncia del SAPPE

Insomma una crisi lavorativa e organizzativa che si mischia alla precarietà della tutela dei diritti umani come conferma anche Nicandro Silvestri del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria): «Per risolvere la questione di Montacuto noi chiediamo di essere convocati al più presto dal Provveditore o da un suo delegato perché é un anno che denunciamo questa situazione e da un anno ci viene negato. Cioé non ci sono rapporti sindacali con la Direzione Penitenziaria e questo, insieme all’aggravarsi di situazioni interne al carcere, ha creato uno stato di abbandono che poi si traducano in un personale sottorganico, la mancanza della retribuzione delle ore di straordinario per gli agenti di Polizia Penitenziaria, il mancato pagamento delle missioni, non esiste un piano ferie. Una situazione non più tollerabile per cui chiediamo di affrontare la questione con il Provveditore delle Marche ed Emilia Romagna. Una figura non determinata ma che vede un reggente impegnato anche nel Triveneto e quindi fisicamente assente».

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Sovraffollamento, emergenza senza fine nelle Marche

La lettera

Proprio il Sappe, in data 4 settembre, aveva già espresso preoccupazione con un lettera indirizzata al Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Emilia Romagna e Marche e alla Direzione Generale del Personale e delle Risorse del DAP Pietro Buffa in cui si legge: “Questa segreteria regionale, pur comprendendo le difficoltà e le molteplicità degli incarichi in capo alla S. V., rappresenta la necessità, non più rimandabile, di un suo intervento per la risoluzione delle criticità degli Istituti Marchigiani già rappresentati da questa O. S. nei vari incontri tenuti presso il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Emilia Romagna e Marche in data 2 febbraio e 8 giugno 2017 che per completezza si riassumono in 

  • Problematiche organico, sovraffollamento detentivo, gestione personale ed eventi critici presso istituti di Pesaro e Ancona Montacuto
  • Istituzione PIR e PIL negli istituti marchigiani
  • Gestione, direttive, personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso ex PRAPP
  • Gestione, direttive, personale della casa cicondariale di Camerino inagibile a seguito dell’evento sismico 
  • Problematiche accorpamento negli istituti anconetani
  • Funzionalità, Gestione del Servizio traduzioni e piantonamento - servizio di Polizia Stradale”

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