Carceri, alloggi fatiscenti: la protesta del Sindacato Cosp

Queste strutture penitenziarie sono prive di ristrutturazione, tinteggiatura, con ascensori non funzionanti o rotti come nel carcere di Montacuto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Il Sindacato Cosp ha argomentato la triste e penosa situazione delle Caserme che insistono sul territorio marchigiano, una situazione di enorme disagio anche per chi scrive e che nel recente passato ha avuto modo per legittime e pertinenti ragioni di visitare. 

In queste strutture penitenziarie, alcune realizzate all'epoca delle carceri d'oro, quando non si versava o pretendeva dai propri dipendenti alcuna somma per chi era destinatario della fruizione dello spazio concesso a titolo gratuito dall'Amministrazione, oggi appare difficile richiedere ed accettare un versamento di una determinata quota mensile per singolo agente che varia dalle 50 alle 30 euro mensili, a distanza di 30 anni dall costruzione del manufatto, privo di ristrutturazione, tinteggiatura, con ascensori non funzionanti o rotti come nel carcere di Montacuto.

Pertanto ,alla luce di quanto sta accadendo nella sede di Padova e per le stesse finalità in autotutela è necessario disporre in via cautelare il pagamento delle quote richieste dalle singole amministrazioni penitenziarie di Montacuto Ancona e Ascoli Piceno poiché, a parere di chi scrive, il calcolo della metratura,le condizioni alloggiative, le condizioni igienico sanitarie, le condizioni di abitabilità, le condizioni del mobilio e dei suppellettili andrebbero equiparate secondo specifico sopralluogo dell’Ufficio Tecnico del Comune dove ha residenza il Penitenziario e dell’ASL  di rispettiva competenza e non certamente da parte di chi,con molta elevata probabilità non sia garante dei requisiti specifici richiesti dalla normativa paesaggistica e abitativa territoriale. 

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