Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

«Fammi la spesa». Detenuto si rifiuta e in cella finisce a botte. Aggredito con un punteruolo

Modificate delle pinze per sopracciglia sono diventate un’arma. La vittima ferita al torace e al fianco

ANCONA - La richiesta al nuovo arrivato in carcere andava avanti da giorni. «Devi farmi la spesa gratis, hai capito?». Ma il detenuto si era rifiutato e cosi tra i due compagni di cella era scoppiato un litigio finito a colpi di punteruolo. Modificando una pinza per sopracciglia, piegata al verso contrario, era diventata un’arma con cui un calabrese di 54 anni avrebbe colpito per tre volte un napoletano di 41 anni ferendolo e facendolo finire in infermeria con una prognosi di 5 giorni. Sanguinante, la vittima era stata soccorsa dalla polizia penitenziaria arrivata appena sentite le urla. Era il 17 settembre del 2021. L’aggressione è avvenuta al carcere di Montacuto, dentro una cella con tre detenuti. In due si sono fronteggiati, uno avrebbe avuto delle forbici ma non sono state mai trovate dopo il sopralluogo della polizia. Per quei colpi con il punteruolo artigianale è finito a processo il calabrese, difeso dall'avvocato Paolo Mengoni, per lesioni aggravate. Ieri sono stati sentiti in tribunale, davanti al giudice Matteo Di Battista, la vittima che si è collegata da remoto dal carcere di Forli dove si trova ora recluso e l'imputato che invece era presente in aula. Il napoletano ha sostenuto di essere stato ferito da un paio di forbici. «Le aveva sul letto - ha testimoniato il 41enne - mi ha colpito tre volte poi ho visto il sangue che usciva così mi sono difeso e gli ho dato uno schiaffo. Lui ha preso dal mio armadietto delle pinze che avevo, le ha storte e buttate a terra facendo poi credere alle guardie che io lo avevo minacciato con quelle».

Diversa la versione del calabrese. «Ero arrivato da appena un mese - ha detto l'imputato - e mi sono reso disponibile subito per lavorare (serviva il vitto agli altri detenuti e faceva le pulizie). Un giorno mi disse che dovevo fargli la spesa ma io mi sono rifiutato. Da quel momento si è accanito su di me ma l'ho sempre respinto. Il 17 settembre, in piena notte, me lo sono trovato davanti al letto, aveva un pezzo di ferro che poi ho consegnato io alla polizia perché lui dopo avermi minacciato lo aveva nascosto dentro le scarpe. lo sono stato colpito per primo e l'ho solo respinto. Quel ferro lo teneva sempre con sé». Sentito come testimone anche un detenuto che condivideva la cella con i due. Ha confermato che è stato l'imputato a colpire l'altro con qualcosa di appuntito ma non ricordava se erano forbici o pinze. Prossima udienza il 24 ottobre.

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