Droga: maxioperazione contro traffico internazionale, arresti anche ad Ancona

Un'organizzazione italo-colombiana avrebbe trasferito sul territorio italiano più di 50 kg di coca. I corrieri ingoiavano gli ovuli o nascondevano la droga nei pannolini dei bambini. Un giro di affari di 7,5 mln di euro

Si è conclusa stamani la maxioperazione dei carabinieri del comando provinciale di Teramo, in azione nelle province di Teramo, Pescara, Ascoli Piceno, Macerata, Ancona, Pistoia e Vercelli per stroncare un traffico internazionale di cocaina verso l'Italia.
L’accusa è stata contestata ai presunti componenti di un'organizzazione italo-colombiana che in un anno avrebbe trasferito sul territorio italiano più di 50 chilogrammi della sostanza stupefacente, per un giro di affari di 7,5 milioni di euro. I corrieri ingoiavano gli ovuli o nascondevano la droga nei pannolini dei bambini. L’operazione è stata denominata ‘’Barrik’’ proprio per il frequente ricorso, da parte dell’organizzazione, a cere aromatizzate al rhum con cui venivano rivestiti gli involucri di cellophane che nascondevano la cocaina occultata - oltre che nei pannolini - anche nelle scatole delle scarpe dentro le valigie o addirittura liquida nelle bombolette spray.

Sono cinquantotto gli ordini di custodia cautelare in carcere emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell'Aquila competente per la presenza nel teramano della centrale dell' organizzazione. Dodici di questi sono ai domiciliari, nei confronti di 5 persone sono stati invece emessi mandati di cattura internazionali. Nell’operazione sono stati impiegati 200 militari, unità cinofile e due elicotteri. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti aggravata dalla ‘’transnazionalità’’: tra i destinatari delle ordinanze, oltre a 41 persone di nazionalità americana e 13 italiani, ci sono anche un inglese, un albanese, un algerino, un camerunense.
I carabinieri sono partiti da un primo impulso informativo dell'Aisi, l’agenzia governativa che si occupa della sicurezza nazionale.

L’indagine ha portato a disegnare e identificare tre livelli di organizzazione in ordine gerarchico, dai capi ai collaboratori-corrieri fino a chi vendeva lo stupefacente sul territorio.
La cellula originaria del traffico, secondo quanto illustrato in una conferenza stampa del comandante provinciale di Teramo il colonnello Antonio Salemme e riportato dall’Ansa, operava Italia dal 2006, ovvero da quando tre sudamericani, residenti nel Teramano, si erano uniti per rinforzare i loro canali di approvvigionamento.


 

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