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Furti alle colonnine self service dei distributori di benzina, sgominata la banda

Rubavano denaro all'interno delle colonnine self service. 40 i colpi messi a segno, che avevano fruttato un bottino di circa 200mila euro

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Jesi sono riusciti a sgominare una banda specializzata in furti di denaro dalle colonnine self service dei distributori di carburante. L'indagine, denominata "Self control", ha permesso di risalire ai responsabili, tutti cittadini originari della Romania, che erano riusciti a mettere a segno ben 40 colpi, commessi principalmente nel Centro-Nord Italia, per un bottino totale di circa 200mila euro.

Tutto è nato da un colpo messo a segno in Vallesina nel 2016. L’abilità degli autori permetteva di non mandare in allarme il dispositivo elettronico, agendo direttamente sul lettore delle banconote che veniva fatto scivolare indietro, senza creare alcun corto circuito nel dispositivo elettronico. Introducendo un’asta di metallo sottile, alla cui estremità era posizionato del collante, riuscivano a prelevare l’intero contante normalmente contenuto nella cassaforte. I gestori si accorgevano degli ammanchi solo all’apertura del lunedì mattina o per via di qualche segnalazione di avaria dell’impianto di qualche cliente.

Gli autori, di norma una coppia, selezionava i distributori su strade ad ampia visuale, operando con estrema calma a cui si intervallavano rapide fughe per nascondersi durante il transito dei veicoli. Nascondevano i loro volti con delle magliette, uno effettuava materialmente il furto "prelevando" i soldi, mentre l’altro faceva da palo.  Durante le fasi investigative, i militari sono riusciti a ricostruire l’intera mappa dei furti commessi dalla banda, composta da 6 persone, che operavano dalla provincia di Alessandria. La Procura della Repubblica di Ancona ha ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari 5 misure cautelari. Due di loro, destinatari di misura cautelare in carcere, sono stati rispettivamente localizzati e bloccati ad Alessandria e Milano, mentre gli altri 3 indagati sono stati sottoposti all’obbligo di dimora.

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