Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Caos Rinaldini: spuntano dubbi sul rispetto del protocollo Covid

Le autorità sanitarie stanno attenzionando il caso del Liceo con sei classi in quarantena. Sospetti sul comportamento di un professore. Si muove anche la politica

Il liceo Rinaldini di Ancona

Quanto sta accadendo in questi giorni al Liceo Rinaldini di Ancona non può passare inosservato. L’attenzione mediatica sull’argomento è massimale proprio perché alla vicenda, probabilmente, non sono state ancora date tutte le risposte del caso. Allo stato attuale i fatti sono che sei classi, cinque del classico tradizionale e una dell’economico-sociale, sono in quarantena e dovrebbero riprendere le lezioni in presenza tra il 21 e il 22 maggio. Il resto dell’istituto, dopo la chiusura di due giorni per le obbligatorie sanificazioni (lunedì e martedì), ha ripreso la regolare quotidianità ma il livello d’allerta imposto dall’Asur è ancora molto alto.

La priorità resta quella di capire come sia stato possibile lo “scoppio” di un focolaio all’interno del Liceo rispettando il famoso protocollo Covid. E la domanda sorge spontanea: il protocollo è stato effettivamente rispettato? Oppure ci sono stati degli errori non adeguatamente evitati da chi, invece, avrebbe dovuto vigilare? Sono questi gli interrogativi su cui le autorità sanitarie stanno lavorando a stretto giro di contatto con il Provveditorato agli Studi che sta seguendo con estrema attenzione la questione. Dal corpo professori del Liceo, dalla dirigente scolastica Angelica Baione e dalla Vicaria Roberta Manuali, non è arrivata nessuna dichiarazione in merito a quanto sta accandendo. Le voci che si stanno rincorrendo prepotentemente - voci la cui veridicità va ovviamente verificata - negli ultimi giorni, sia dall’interno che dall’esterno, vorrebbero un docente non rispettoso del regolamento in atto in materia di prevenzione. Lo stesso docente, nella fattispecie, nel corso delle lezioni e nei corridoi avrebbe indossato la mascherina in modo non corretto e addirittura, in alcuni ripetuti casi, non l’avrebbe neanche indossata ricevendo al massimo qualche flebile richiamo da chi è preposto alla vigilanza.

Anche le forze politiche si stanno muovendo per chiedere chiarezza sulla vicenda. Il Consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo ha formulato un’interrogazione ufficiale poi riportata sui propri social: «Risulta un numero imprecisato ma particolarmente elevato di contagi soprattutto in determinate classi rispetto ad altre. Nel mio atto ispettivo chiedo in particolare: se nell'Istituto Scolastico siano state messe in atto adeguate misure di prevenzione e controllo nel corso dell'emergenza pandemica; come si sia diffuso il contagio, tra l'altro in modo molto difforme con una concentrazione particolarmente elevata di contagi solo in alcune classi; se corrispondono al vero le voci, riportate dalla stampa, secondo cui un docente non abbia indossato il DPI in modo costante nelle lezioni in presenza, così come previsto dalla normativa nazionale; se non si ritenga necessario sollecitare ulteriori #approfondimenti da parte degli gli enti preposti, quali ASUR e Ufficio Scolastico Regionale». Lunedì toccherà anche al Consigliere comunale di Altra idea di Città Francesco Rubini anche lui molto attento sull’argomento in questione.

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