Cronaca

«Meglio in cella che con quel cane nel palazzo»: evade dai domiciliari per non sentirlo

Il Chihuahua abbaiava notte e giorno e l'inquilino al piano di sotto agli arresti domiciliari era talmente esasperato dalla situazione da farsi arrestare pur di non essere più disturbato. Ora la proprietaria del cane dovrà risarcirlo

Foto di repertorio

Da due anni era assillato dai continui guaiti del Chihuahua della vicina tanto da preferire il carcere ai domiciliari. La proprietaria del cane, una 45enne di origini venezuelane, stando alle accuse avrebbe lasciato l'animale solo in casa notte e giorno creando disagi all’intero condominio che si trova nella zona periferica di Fabriano. Così ieri è scattata la condanna in tribunale per disturbo della quiete pubblica: per lei 300 euro di ammenda e 5mila euro di risarcimento danni da pagare al condomino, un 61enne del posto, che si è costituito parte civile.

L'uomo doveva scontare agli arresti domiciliari una condanna definitiva per omicidio stradale ma, ormai sfinito da quei continui latrati, aveva preferito farsi arrestare e portare in cella piuttosto che rimanere in casa in quelle condizioni. La sera di Natale del 2016 sarebbe salito al piano superiore per cercare di parlare con la donna affinché calmasse il cane. La tensione era talmente alta che aveva tirato un pugno contro la sua porta ed era servito l'intervento della polizia per calmarlo. Ad ogni modo in casa la proprietaria non era presente. Il 61enne, dopo l’arresto per evasione, è rimasto a Montacuto due mesi, fino all'espiazione della pena. Poi ha fatto i bagagli ed ha cambiato sistemazione. 

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