Cronaca

Campo nomade al parcheggio dello stadio, in 15 via oggi. Ma il problema è strutturale

L'area "colabrodo" consente un accesso illimitato. Una soluzione allo studio sarebbe quella di applicare agli ingressi dei limitatori di altezza in acciaio, già usati con successo in via Filonzi. Ma servono i soldi

Saranno 15 i mezzi che oggi partiranno dal campo nomade che da tempo ha trovato alloggio al parcheggio dello Stadio del Conero, sollevando come accade in casi del genere diversi problemi sia dal punto di vista della viabilità, sia da quello economico (come l’utilizzo dell’allaccio all’acqua corrente senza il pagamento del corrispettivo consumo) nonché le lamentele della cittadinanza. Diverse altre persone e gruppi familiari invece si tratterranno, a quanto pare per alcuni problemi meccanici alle auto, fatto che li porterà a stazionare nell’area ancora per qualche tempo.
Uno “sgombero” del tutto pacifico e consensuale dunque, senza tensioni di alcun tipo. Ma allo stesso tempo una soluzione del tutto temporanea: l’area infatti si trova in una posizione strategica per i gruppi che abitualmente si trovano a transitare da un capo all'altro del territorio, e offre un’accessibilità totale.

foto(2)-4-3“Il problema” ci spiegano dalla Polizia Municipale di Ancona “è strutturale: il parcheggio offre numerosi accessi del tutto liberi a mezzi di qualsiasi dimensione, e naturalmente è impossibile impedire a chiunque arrivi di entrare. Una possibile soluzione attualmente allo studio sarebbe quella di applicare agli ingressi dei limitatori di altezza in acciaio: queste strutture impedirebbero fisicamente a roulotte, camper e camion superiori ad una certa altezza di entrare, risolvendo il problema alla radice”.
Questa misura è già stata adottata con successo in altre situazioni simili, come ad esempio al parcheggio dietro l’Assindustria, in via Filonzi, che da “territorio di conquista” è divenuto nuovamente zona popolata solo da automobili.

Cosa si aspetta dunque? La proposta c’è (ed ha già dimostrato la sua efficacia), ora però la palla è in mano all’amministrazione comunale, che dovrà decidere se accettarla e soprattutto trovare le risorse per realizzarla, questione molto più complessa (e determinante) rispetto alla mera decisione politica, che comunque per il momento non c’è ancora stata. Il neosindaco Mancinelli a breve dovrà esprimere il suo parere anche su questo.

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