Cronaca

I carabinieri presentano il Calendario dell’Arma per il bicentenario

Una tradizione, quella del Calendario dei Carabinieri, iniziata nella prima metà del '900, interrotta con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e ripresa senza soluzione di continuità a partire dal 1950

La copertina del Calendario 2014

Ha raggiunto una tiratura di un milione e 300mila copie (di cui 10mila estere in lingua inglese, francese e spagnola) l’edizione 2014 del Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri. Quella di quest’anno, presentata ad Ancona dal Colonnello Antonio Amoroso, è una tiratura in un certo senso “speciale”, perché è la quarta ed ultima di una serie che introduceva i festeggiamenti per il bicentenario dell’Arma, nata nel 1814, giunti quindi alla pienezza per questa edizione. Una tradizione, quella del Calendario dei Carabinieri, iniziata nella prima metà del ‘900, interrotta con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e ripresa senza soluzione di continuità a partire dal 1950.

LE TAVOLE. Il calendario si apre con la rappresentazione della statua “I carabinieri nella tormenta”, che presto sarà posizionata nei Giardini del Quirinale a Roma, cuore delle istituzioni italiani. Le altre illustrazioni ripercorrono i due secoli della Benemerita attraverso le varie attività es fide che, dalla nascita ai giorni odierni, caratterizzano l’attività dei carabinieri, che da sempre si è caratterizzata per essere non solo emergenziale ma anche sociale.
Così, scorrendo di mese in mese, si vedono militari impegnati in attività di soccorso alle popolazioni colpite da calamità, dall’alluvione del Polesine (1951) al terremoto dell’Aquila nel 2009; oppure nel contrasto ai sequestri di persona, fattispecie criminale contrastata da reparti ad hoc fin dai primi tempi di costituzione; passando per le sfide della modernità, affrontate grazie all’eccellenza di reparti scientifici all’avanguardia e la lotta all’eversione, che segnò così duramente gli “anni di piombo” del Paese (e che è sempre un pericolo dietro l’angolo della storia italiana).

Un capitolo importante è poi dedicato al contrasto delle organizzazioni mafiose, nel quale vengono ricordati i molti militari che persero la vita nell’esercizio del loro dovere, dal generale Dalla Chiesa al Brigadiere Borromei. Ma, come detto, non solo emergenza, ma anche aiuto alla vita civile nelle sue componenti sociali: ed ecco una delle tavole che celebra la tutela delle pubbliche manifestazioni, dalle partite di calcio alle processioni religiose. E naturalmente non poteva mancare un mese dedicato “all’altra metà del cielo”, e alla celebrazione delle affermazioni e dei risultati raggiunti dalle donne nell’Arma, che ormai ricoprono – giustamente e meritatamente – incarichi in tutti i gradi gerarchici della Benemerita.

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