«Non ho paura della divisa». Poi tira un calcio nei genitali all'arbitro

Vittima dell'aggressione un arbitro di 40 anni che il 26 marzo 2015 stava arbitrando una partita di calcio a 7 di un torneo amatoriale ad Osimo Stazione

Foto di repertorio

L’arbitro lo espelle, lui prima lo insulta, lo spintona e poi gli tira un calcio nei genitali che lo fa finire a terra dolorante. Vittima dell’aggressione un arbitro di 40 anni che il 26 marzo 2015 stava arbitrando una partita di calcio a 7 di un torneo amatoriale ad Osimo Stazione: Atletico Bellezza contro Riserve. E’ stato proprio un calciatore di quest’ultima squadra, un 33enne di Recanati, a perdere la testa e sferrare il colpo proibito, che gli é valso un processo per lesioni aggravate. Prima udienza oggi di fronte al giudice monocratico. 

Secondo quanto raccontato dalla parte offesa, rappresentata dall’avvocato Riccardo Leonardi, le Riserve stavano vincendo una partita già scritta visto che gli avversari si erano anche presentati in 6. Fatto sta che intorno al 20° del primo tempo, dopo un contrasto, sarebbe nato un diverbio tra il calciatore e un avversario e lì è arrivato l’arbitro per fare da pacere. Sarebbe stato proprio un giocatore delle Riserve, in vantaggio per 2 a 0, a rivolgere quegli insulti anche all’arbitro dicendo: «Io non ho paura della divisa». E’ così scattata l’ammonizione che però, a quel punto, ha fatto perdere la testa al giocatore, che ha dato in escandescenze mentre l’arbitro tirava fuori il cartellino rosso. E giù insulti e spintoni mentre gli atleti di entrambe le formazioni si ponevano a difesa, tra l’imputato e il direttore di gara. Partita ferma per almeno un quarto d’ora, ma quando ormai la situazione sembrava sotto controllo, è esplosa la violenza. Il 33enne si è divincolato da alcuni compagni di squadra ed è arrivato davanti all’arbitro per sferrargli un calcio in piena zona inguianle. La divisa è finita a terra urlando dal dolore. «Quando ero negli spogliatoi mi sono messo una borsa di acqua calda dove avevo preso il calcio e ho visto che il testicolo mi si era gonfiato, così mi sono rivestito in fretta e sono andato in ospedale, al Pronto Soccorso, poi mi hanno ricoverato due giorni nel reparto di Urologia» ha detto la parte offesa al giudice Alberto Pallucchini. Versione confermata anche da altri 6 testimoni, tra calciatori e allenatori presenti sul terreno di gioco al momento dei fatti, che hanno risposto anche alle domande degli avvocati difensori Olimpia Frapiccini e Simone Valenti

Alla fine il fischietto anconetano non ha riportato nessuna invalidità permanente nonostante un prognosi di 80 giorni. Oggi l'udienza è stata rinviata al prossimo 26 ottobre per il proseguo della fase istruttoria. 

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