Cade dal triciclo e muore, la mamma: «E' stata una fatalità, ringrazio i medici»

I genitori hanno acconsentito all'espianto degli organi del loro bambino. L'ultimo gesto di grande altruismo con il quale il piccolo Leonardo potrà salvare almeno altre 3 vite di altri piccoli malati

L'ospedale Salesi di notte

«Ringraziamo i medici del Salesi perché hanno fatto tutto quello che potevano e ci sono stati vicini come meglio non si poteva fare. E’ stata una fatalità». Sono queste le parole di Arianna, la mamma di Leonardo, il bimbo anconetano di 1 anno morto martedì pomeriggio mentre era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale dei bambini Salesi. Un ricovero necessario dopo quanto accaduto giovedì, quando il bimbo era caduto dal triciclo battendo la testa. Nella tragedia, resta la luce dell’ultimo, immenso gesto di umanità di Leonardo, che ha donato i suoi organi salvando così le vite di almeno altri 3 piccoli malati d'Italia. Proprio ieri, dopo l’ufficialità del decesso, i giovani genitori, lui 28 anni e lei 32, hanno acconsentito all’espianto degli organi. E’ la fine, tragica, di un calvario durato 5 giorni.

I FATTI. L'inizio dell'incubo è stato giovedì scorso, quando il piccolo era in compagnia dei nonni. Una famiglia felice intenta a godersi una passeggiata lungo via Isonzo. Ma è bastato un attimo perché la serenità venisse risucchiata da una voragine nera. Il bimbo pedalava lungo il marciapiede, mentre un parente lo guidava con un manico agganciato al triciclo. Ad un tratto però quella sorta di bastone si sarebbe spezzato, facendo prendere velocità al triciclo. Poi la caduta e la botta. Immediata la corsa al Pronto Soccorso del Salesi dove Leonardo è rimasto in osservazione per tutta la notte, fino alla mattina successiva. I genitori non lo hanno mai lasciato solo, mentre il loro figliolo è rimasto costantemente sotto le cure dei medici anconetani. Senza avere mai problemi. Così il venerdì mattina, quegli stessi medici lo hanno dimesso. Sembrava tutto risolto. Una disavventura da inserire nel cassetto dei brutti ricordi, da raccontare in chissà quale momento di sepnsieratezza futura. Invece no. Dopo appena due ore, i genitori hanno notato che il piccolo non stava bene e sono tornati all’ospedale. Un nuovo ricovero. Questa volta al reparto di Neurologia dove gli esami hanno riscontrato la presenza di un versamento. Poi il quadro clinico è peggiorato e Leonardo è dovuto passare al reparto di Rianimazione. Lì, dove ieri pomeriggio il suo cuoricino ha smesso di battere. 

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Nella notte si sono messi al lavoro gli specialisti del Centro regionale trapianti che, con il contributo di un’équipe di Bologna, hanno prelevato gli organi del bimbo. Una luce, quella che Leonardo accenderà salvando altre vite, nell'infinita tragedia di una giovane coppia anconetana che si stringe tra l'affetto dei familiari e gli amici. Con la consapevolezza che non si sarebbe potuto fare nulla di più.

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