Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Covid, Burioni attacca i sanitari che non si vaccinano: «Insulto alla memoria di Urbani»

È quello che ha detto il professore Roberto Burioni intervenendo, da remoto, nella seduta aperta del consiglio regionale delle Marche

Roberto Burioni

«Io penso che l'affronto maggiore a Carlo Urbani in questo momento lo facciano i sanitari che non si vaccinano». È quello che ha detto il professore Roberto Burioni intervenendo, da remoto, nella seduta aperta del consiglio regionale delle Marche dedicata alla memoria del medico marchigiano Carlo Urbani, deceduto nel 2003 dopo aver identificato la Sars. Proprio sul tema della vaccinazione del personale sanitario il professore dell'Università San Raffaele di Milano, nato e cresciuto a Fermignano in provincia di Pesaro Urbino, ha invitato la Regione, come riporta l'agenzia Dire, a spendersi per evitare che medici, infermieri, operatori socio sanitari ecc. non si vaccinino.

«Il rifiuto della vaccinazione sarebbe un insulto alla memoria di Carlo Urbani- dice Burioni-. Io ho insistito molto perchè si facesse una legge che obbligasse queste persone a vaccinarsi e invito il presidente Acquaroli a fare il possibile perchè non accade la vergogna che medici e sanitari rifiutino senza motivo una vaccinazione che salva la loro vita. Io sono molto orgoglioso di quello che sta facendo la Regione Marche che, per quello che so, si sta muovendo in maniera efficace. In altre Regioni le cose stanno andando molto peggio».

Burioni, oltre ad aggiungere che suo padre (medico in pensione 92enne residente nelle Marche) "è stato già vaccinato e questo mi dà grande tranquillità», plaude al grande lavoro portato avanti dalla comunità scientifica marchigiana per creare i vaccini anti Covid. «Sono orgoglioso di poter ricordare Carlo Urbani- dice Burioni-. Ricordiamo Urbani come uomo che ha sacrificato la sua vita per la scienza nel momento in cui la scienza ci sta salvando la pelle. Avere il vaccino non è una cosa scontata: io stesso da virologo tremavo perchè non era affatto scontato che un vaccino arrivasse e soprattutto che arrivasse in tempi cosi brevi. Questi vaccini non solo impediscono la malattia ma riescono quasi certamente a bloccare anche la trasmissione. Significa che possiamo far fare a questo virus la fine della polio».

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