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Bullismo: un percorso per aiutare i ragazzi a riconoscerlo ed affrontarlo

La Fondazione Carilo attiva un progetto sperimentale di contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo destinato agli studenti dell’alberghiero

Prevenire è meglio che curare. Forse, nel caso del bullismo, il noto detto popolare vale anche di più. A fronte di un fenomeno che sta assumendo connotati di sempre maggiore diffusione, gravità e precocità, la Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto ha deciso di affiancare in prima persona l’Istituto di Istruzione Superiore Einstein-Nebbia nelle sue azioni di prevenzione e contrasto a questo tipo di episodi. Proprio in questi giorni è iniziata la serie di incontri formativi, destinati agli studenti delle classi prime, seconde e terze, finalizzati ad aiutare i ragazzi a riconoscere ed affrontare bullismo e cyber bullismo. Si tratta di un progetto sperimentale, che la Fondazione promuove e finanzia in sintonia con il suo ruolo di sostegno alla comunità locale e, in particolare, alle scuole che da sempre affianca nelle varie iniziative. «In questo caso - spiega la Presidente della Fondazione Carilo, Fulvia Marchiani - abbiamo deciso di intervenire direttamente
con un nostro progetto e non, come nostra prassi, sostenendo iniziative proposte da soggetti terzi, perché sentiamo molto l’urgenza di questo problema che sta diventando purtroppo sempre più diffuso. Il nostro obiettivo è far sì che i ragazzi possano essere sensibilizzati il più possibile sul bullismo in tutte le sue forme, avendo gli strumenti necessari per riconoscerlo in tempo e per difendersi. Ma la nostra vuole essere soprattutto una azione di prevenzione: siamo consapevoli che per contrastare la frequenza degli episodi di bullismo e cyberbullismo occorre intervenire congiuntamente con le scuole e le famiglie ed investire nella formazione delle nuove generazioni».

La realtà, anche in contesti molto locali, parla purtroppo di una diffusione a macchia d’olio di bullismo e cyberbullismo, tanto che la stessa presidente non esclude di poter coinvolgere più avanti nella sperimentazione anche le scuole medie lauretane. Il progetto finanziato per l’Einstein-Nebbia, Istituto guidato dal professor Gabriele Torquati, nello specifico prevede lezioni frontali e laboratori tenuti da due esperte, l’avvocato Paola Bartolini e la psicologa Sabrina Monachesi, professioniste che interagiranno con gli studenti attraverso lezioni frontali e soprattutto laboratori coadiuvati dagli insegnanti e dai referenti della commissione interna della scuola, ovvero i professori Alessandra Scattolini e Francesco Rocchetti. Le iniziative di sensibilizzazione proseguiranno nei confronti dei docenti, di tutto il personale della scuola e anche verso i genitori degli studenti, con i quali sono previsti incontri specifici visto il ruolo fondamentale che riveste la famiglia nella comprensione e nella prevenzione di tali fenomeni.

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