“Sei brutta per cui ti tradisco con le altre", così picchiava la moglie e poi la violentava

L’uomo si è sempre dichiarato innocente sostenendo la falsità delle accuse della moglie che, anzi, avrebbe sempre mentito per cercare di allontanarsi da lui dopo che il matrimonio stava andando in crisi

Foto di repertorio

Passava le serate nei bar a bere e giocare ai videopoker, poi tornava a casa e picchiava la moglie, a volte anche di fronte al loro bimbo. «Sei brutta e grassa per cui ti tradisco con le altre che sono più belle» urlava in faccia alla donna che, in almeno 3 occasioni, sarebbe anche stata costretta a dei rapporti sessuali senza il suo consenso, mentre soffocava le lacrime tra i cuscini del letto matrimoniale. Luogo confortevole, almeno all’inizio di un matrimonio felice tra i due cittadini macedoni, lui 31 anni e lei 28, da tempo residenti a Fabriano. Poi quel letto è diventato un angolo domestico oscuro dove si sono consumati anni di violenze e soprusi, fino a quando la donna non L'avvocato Laura Versaceha trovato la forza di denunciare il suo aguzzino. Per lui ora si apre un processo di fronte al Collegio di Ancona in cui la Procura dorica lo accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personale e violenza sessuale. La donna si è costituita parte civile tramite il suo avvocato Laura Versace (in foto a sinistra) mentre l’imputato rigetta ogni accusa.

I fatti e le accuse

Al via al processo che vedrà la prima udienza il prossimo 13 novembre. Intanto per l’uomo resta il divieto di avvicinamento imposto dal Gip Antonella Marrone che, in fase di indagine preliminare, ha ritenuto le parole della presunta vittima attendibili e compatibili con gli elementi oggettivi. Su tutti i referti medici. Quelli dell’ospedale di Fabriano che testimonierebbero come la donna avrebbe subito delle lesioni. Ma anche quelle del reparto di Neuropsichiatria dell’ospedale regionale di Ancona dove era arrivato il bimbo della coppia a cui i medici avevano diagnosticato una “crisi di assenza da rivalutare con successiva visita neurologica, probabilmente in conseguenza di gravi traumi subiti per i comportamenti del padre”. Così osservava il Gip motivando la decisione. I due si erano sposati nel 2009 e stando alla denuncia sporta dalla 28enne ai Carabinieri di Fabriano, il marito avrebbe cambiato atteggiamento quasi subito dopo le nozze. Ha iniziato a passare le sue giornate fuori di casa, a bere e giocare alle slot per poi tornare a casa e far vivere il calvario ad una donna costretta a subire pugni, schiaffi anche senza motivo. Per tanto tempo lei avrebbe sopportato per il quieto vivere, convinta fosse il miglior modo di proteggere il bambino. Ma alla fine, nell’agosto del 2015, è arrivata prima la denuncia del padre della donna e poi, un anno dopo, anche da parte della stessa 28enne, esasperata dalle botte e dall’immagine di un figlio in lacrime, inerme di fronte alla brutalità del padre. Sono così scattae le indagini dei carabinieri mentre l’uomo, nel frattempo, aveva lasciato la casa dove risiedeva la moglie. 

La difesa

Una ricostruzione di fronte alla quale l’uomo si è sempre dichiarato innocente sostenendo la falsità delle accuse della moglie che, anzi, avrebbe sempre mentito per cercare di allontanarsi da lui dopo che il matrimonio stava andando in crisi, facendo leva sulla complicità della rete parentale. Al punto da mettergli anche contro il figlio. E le lesioni? La volta in cui era finita in ospedale si sarebbe fatta male durante un trasloco. Insomma a processo l'uomo potrà spiegare come le accuse siano infondate e lo farà tramite il suo avvocato Maurizio Benvenuto (foto in basso) che, raggiunto al telefono, ha dichiarato: «Non c’è ancora nessuna sentenza per cui, nel rispetto dell’istruttoria dibattimentale, siamo sicuri di fare luce sulla faccenda che vedrà certamente il mio cliente tutt’altro che responsabile». 

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