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Martedì, 23 Aprile 2024
Cronaca

Morto da due mesi: finalmente il funerale per Bruno, solo al mondo

Dopo l'appello fatto da Patrizia Guerra dei City Angels, anche sulla trasmissione “Chi l'ha visto?”, è stato possibile tumulare l'anziano  che viveva in una roulotte

ANCONA – C'è voluto un appello su “Chi l'ha visto?” per dare una degna sepoltura a Bruno Eccheli, 83 anni, morto il 27 febbraio scorso all'ospedale di Torrette. L'anziano era finito a vivere in una roulotte, nel quartiere di Posatora, in pessime condizioni. Di lui si stavano occupando i City Angels, con la coordinatrice Patrizia Guerra, che aveva segnalato alle istituzioni locali la situazione dell'uomo, bisognoso di cure e supporto. Dopo la morte la salma è rimasta bloccata in obitorio, in una cella frigorifera, per quasi due mesi. Motivi burocratici. L'uomo infatti non aveva parenti vicini. Inizialmente era emerso che Bruno fosse originario del Veneto ma facendo le ricerche opportune dopo la sua morte è risultato, all’associazione dei City Angels, che era originario del Trentino Alto Adige e aveva vissuto, come ultimo comune di residenza, a Piacenza. Bruno aveva una sorella ma ormai deceduta. Attivata quindi la procedura per vedere se c'erano familiari diretti che potevano occuparsi della salma e delle esequie è stato possibile chiudere il cerchio ma non senza le lungaggini del caso. 

L'appello di Patrizia, in un video alla trasmissione Rai, risale all'8 aprile scorso. «Sono Tiger (il nome da city angel, ndr) – cerchiamo i parenti di Bruno. Dai suoi racconti sappiamo che era un grande imprenditore andato poi in fallimento e finito a vivere in una roulotte ad Ancona. Era una bella persona, diceva di avere anche dei figli. Vorremo per lui un degno funerale. Se ci sono familiari aiutateci a rintracciarli».
La situazione si è sbloccata e oggi pomeriggio la tumulazione per Bruno c'è stata. La salma è partita dall'obitorio dell'ospedale di Torrette alle 14 e alle 15.30 è stata tumulata al cimitero di Tavernelle. Bruno era un senzatetto e da tempo viveva nella roulotte a Posatora prima che le sue condizioni precarie di salute non lo hanno fatto finire in ospedale, a fine gennaio. Era stato trovato in pessime condizioni igieniche. Patrizia Guerra aveva lanciato un appello anche allora, per farlo prendere in carico al Comune.

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