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Cronaca Jesi

Litiga con l'ex della sua fidanzata, gli amici gli spezzano le ossa. Notte di sangue in discoteca

Massacrato di botte un 31enne. Il branco lo ha buttato in un dirupo e lo ha rapinato del cellulare e del portafoglio. In cinque rischiano un processo

JESI – Quattro mesi di prognosi, le costole e il naso rotti, una spalla lussata. Ferite da incontro di pugilato ma che in realtà le ha subite un 31enne massacrato di botte in discoteca. Il pestaggio risale a quattro anni fa e per gli aggressori la procura ha chiesto ora il processo. Ieri si è tenuta l'udienza preliminare, davanti al gup Alberto Pallucchini, con le accuse di lesioni personali gravi, rapina e favoreggiamento (quest'ultimo solo ad una ragazza che non avrebbe collaborato alle indagini dei carabinieri pur conoscendo uno degli accusati). La brutale aggressione, subita da un chiaravallese, risale al 27 ottobre del 2019. Quella sera si era recato alla discoteca Noir con la fidanzata e alcuni amici. La ragazza aveva incontrato lì il suo ex e questo aveva infastidito il 31enne. Tra i due maschi è scoppiato un battibecco e dopo pochi minuti sono spuntati quattro amici dell'ex che si sarebbero avventati sul chiaravallese. Stando alle accuse il gruppo avrebbe sferrato pugni, calci e spintoni al 31enne catapultandolo fuori dal locale e facendolo finire dentro un fosso per poi farlo cadere in un precipizio alto almeno due metri. Se non fosse intervenuto un amico del 31enne con i buttafuori del locale il gruppetto avrebbe continuato ancora a picchiare. Il ferito in un primo momento  se ne era andato dalla discoteca, visto il clima, ma poi era tornato indietro perché preoccupato per la fidanzata che era rimasta nel locale.

Quando ha rimesso piede in discoteca si sarebbero ripresentati i quattro aggressori che lo avrebbero picchiato di nuovo, portandolo nel parcheggio. Lì, per cercare di sottrarsi ai colpi, il 31enne ha infilato la testa sotto ad un'auto parcheggiata. I quattro avrebbero continuato a calciarlo in tutto il corpo rompendogli le ossa. Le urla di una donna, arrivata al parcheggio, avevano fatto allontanare gli aggressori che avevano lasciato a terra il 31enne pieno di lividi. Soccorso da una ambulanza era stato portato al pronto soccorso dell'ospedale di Jesi. Poi si era rivolto ai carabinieri per sporgere denuncia. Per riprendersi il chiaravallese ci ha messo 139 giorni, più di quattro mesi di prognosi. Adesso si è costituito parte civile nel procedimento con l'avvocato Sara Scalpelli. Dei cinque accusati due ieri hanno chiesto l'abbreviato e uno, la ragazza, vuole patteggiare. Il gup ha rinviato per le discussioni dei riti alternativi al 14 settembre. Gli indagati hanno tra i 29 e i 35 anni e sono tutti stranieri (due fratelli siriani, un cubano, un marocchino e una albanese) che risiedono tra Jesi e Monsano. Sono difesi dagli avvocati Paolo Ludovico, Alessandro Sorana, Roberto Regni, Andrea Nocchi, Cristina Bolognini ed Elena Martini.

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