Bomba alla stazione, città col fiato sospeso: cosa succede adesso

La bomba trovata tra i binari che attraversano il quartiere è stata messa in sicurezza, ma si trova ancora dov’è. I prossimi passi degli esperti

La Polizia Ferroviaria presidia l'ordigno

La bomba resta dov’è. Tuttavia i militari del Genio Ferrovieri dell’esercito hanno creato le condizioni di sicurezza necessarie affinché un’eventuale esplosione, altamente improbabile, non provochi danni a persone o cose. In un secondo momento e in accordo con la Prefettura sarà lo stesso Genio Ferrovieri a stabilire tempi e modalità per disinnescare la bomba e renderla definitivamente inattiva. Bomba sì, perché quello che fino a poche ore fa veniva chiamato semplicemente “ordigno bellico” è in realtà un contenitore di esplosivo lungo 70 centimetri, largo 20 cm ma soprattutto con un peso di ben 250 libbre, cioè poco più di 113 chili e pari alla metà di quello fatto brillare a Fano lo scorso marzo, quando venne disposta un’evacuazione nel raggio di 1.800 metri dal punto di ritrovamento e la bomba fu poi fatta brillare in mare. La possibilità di un’evacuazione degli Archi è stata inizialmente presa in considerazione anche dalla Prefettura di Ancona. Ora è diventata un’ipotesi più che remota. Ma in qualche modo l'esplosivo va disinescato e e se debba essere fatto sul posto o in un altro luogo questo è ancora presto per dirlo. Come è ancora presto parlare di tempistiche. 

La bomba è stata trovata intorno alle 13,30 dell'altro giorno tra i binari che costeggiano via Marconi, poco prima della ex Stazione Marittima. Sono stati i tecnici impegnati nella pavimentazione di quel tratto ad accorgersi della presenza di quel residuato bellico. Era stato sganciato in tempo di guerra da un aereo inglese e subito è scattata la macchina della sicurezza tra Polizia Ferroviaria, Prefettura e Genio Ferroviario. Il sopralluogo e l’analisi sul da farsi ha richiesto più di 24 ore in cui le istituzioni si sono mosse nel più assoluto riserbo, al punto che la stessa Procura della Repubblica ha appreso l’esistenza della bomba dalla stampa locale oggi in tarda mattinata.

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Bastava tuttavia percorrere il cavalcavia che dagli Archi porta a Marinadorica per accorgersi dello strano movimento nella zona sottostante: un furgone dell’esercito in sosta oltre a poliziotti, vigili urbani, Croce Rossa e tecnici radunati intorno alla piccola area circondata dalla rete arancione. Circostanza che lasciava immaginare quel che poi è stato.Nel tardo pomeriggio una scarna nota stampa diffusa dalla Prefettura ha comunicato che “Gli enti competenti sono fin da ora impegnati nella predisposizione degli interventi di competenza per la bonifica, la cui tempistica sarà resa nota non appena definiti gli aspetti tecnici dell’intervento”. Insomma non è ancora così cristallino come le istituzioni vogliano muoversi. Una cosa è certa: quella bomba non verrà fatta certo brillare dove è stata trovata. Sarebbe troppo pericoloso. 

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