Sfollati tra gite fuori porta e proteste: «Un’esagerazione»

Avanti con calma, gli anconetani della zona rossa hanno lasciato le loro case alla spicciolata. Scampanellate della protezione civile che verificare che tutti fossero fuori

L'evacuazione nei quartieri, presente l'esercito

Le sirene della polizia municipale hanno iniziato a dare la sveglia di buon ora. Alle 5.30 le pattuglie erano già in strada per far scendere gli anconetani della zona rossa dal letto. Luci delle finestre accese nella città ancora avvolta nella notte e in attesa della lunga giornata davanti. Va in scena il disinnesco della bomba inglese della Seconda Guerra Mondiale ma di spettatori, a parte gli artificieri, non ce ne saranno. Attorno alle 6 si vede già qualcuno mettere il capo fuori dalla porta. «La giornata è lunga – ci dice una residente in via della Circonvallazione, confine sud est dell’area off limits – mi preparo con calma e andrà via verso le 8. Dove? Da mia figlia alle Palombare». Proprio alle 8 è stato fissato l’orario limite per lasciare la porzione di città che la Prefettura ha considerato a rischio. «Una risposta esagerata – critica un anconetano che vive dalle parti di via Cialdini – Capisco la preoccupazione per gli Archi ma far muovere 12mila persone e arrivare a chiudere fino a quassù è spropositato rispetto all’evento. Un grande disagio per tutti. Ho mia suocera invalida che è stata per qualche tempo ricoverata all’Inrca e cogliamo l’occasione per riportarla ad Ascoli dove vive». Albeggia. Tra vicini si scambia qualche parola. Il tema, neanche a dirlo, è il Bomba Day. Frasi come «hai chiuso il gas?» o «voi dove andate?» risuonano tra le vie. «La preoccupazione maggiore è per i ladri – si confida una donna in zona Cittadella - Abbiamo parlato con i carabinieri e ci hanno rassicurato sul fatto dei controlli ma tranquilli non ci si sta mai. Noi? Chiudiamo tutto e andiamo in campagna”. I bus navetta continuano le loro corse. Mezzi vuoti. Molti si sono organizzati con mezzi propri. «Noi ne approfittiamo per andare a fare una polentata sul Conero – raccontano due coppie appena uscite da un condominio di piazza San Gallo – forse evacuare tutta questa gente è un po’ troppo rispetto alle operazioni. I ladri? Qualche timore c’è ma la zona è abbastanza presidiata». Poco più sotto, un’auto della polizia in via Cialdini e una dei carabinieri in largo Ferretti. Poco distanti, al belvedere Casanova, i vigili del fuoco hanno allestito il loro mini aeroporto per i droni che controlleranno dall’alto la zona rossa.

BOMBA DAY, LA DIRETTA

Discussioni ai varchi

Per strada ci sono tanti volontari. Solo 400 dai gruppi di Protezione Civile provenienti da tutta la provincia. Più i volontari dell’antincendio, i carabinieri in pensione. Un centinaio di agenti della Municipale. Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco. Eppure qualcuno non sa della bomba. «Perché che succede oggi? Non ne sapevo niente» ci chiede un anconetano in corso Carlo Alberto. La comunicazione, pur massiccia, non è arrivata a tutti. Più avanti c’è chi carica la macchina di bagagli. La scusa è buona per una gita fuoriporta. «Non abbiamo paura – ci dice una famiglia in procinto di mettersi in strada - siamo tranquilli. Oggi andiamo da amici». Disagi in piazza Ugo Bassi per tre automobilisti che attorno alle 7.45 sono stati fermati all'incrocio con corso Carlo Alberto da una delle transenne poste da polizia municipale e associazione carabinieri per chiudere la via. I tre volevano andare a prendere dei parenti non deambulanti che vivono al Piano. Dopo una vivace discussione i tre sono stati fatti passare

Volontari per scuonare i campanelli dei residenti 

Rendez vous finale agli Archi, galleria San Martino. L’assessore Stefano Foresi, con l’uniforme della Protezione Civile comunale arriva accompagnato dal comandante della Municipale, Liliana Rovaldi. «Adesso andiamo a suonare i campanelli» dice Foresi. E non, si badi bene, per fare scherzi e scappare ma per verificare che all’interno delle case non ci sia nessuno. «La gente come era previsto è partita in ritardo ma in maniera ordinata. Molta gente con le auto proprie, altri con le navette. Perfetta organizzazione e il lavoro di tutti. Adesso vediamo qui agli Archi, che è la zona più esposta rispetto alla posizione della bomba, se c’è ancora qualcuno e di fare un ultimo appello. Timori per i ladri? La zona è controllata, la gente deve stare tranquilla». Sono le 8.10. Il Bomba Day entra nel vivo.

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