Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

«Allarme esagerato? Insopportabile chi si autoproclama esperto e non lo è»

Il sindaco Valeria Mancinelli in visita al centro di raccolta al PalaRossini e con la solita schiettezza risponde per le rime a chi ha giudicato eccessivo l'allarme 

«Considero insopportabile l’atteggiamento di chi autoproclama ingegnere, ingegnere nucleare, chimico, artificiere. Se c’è da disinnescare una bomba non apro un dibattito sui social ma chiamo un artificiere così come se devo fare un’operazione a cuore aperto chiamo un cardiochirurgo». Con la solita ruvida schiettezza, il sindaco Valeria Mancinelli risponde a quanti,  parecchi cittadini intervistati questa mattina mentre sfollavano dalla zona rossa, hanno ritenuto eccessivo l’allarme per le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale rinvenuto nei pressi della stazione ferroviaria. Il sindaco si è alzato verso le 8 questa mattina. «Potevo contare sulla presenza di Foresi – ha ammesso – al quale va un ringraziamento speciale. Praticamente non ha dormito, alle 5 era già in strada». Si fa vedere al PalaRossini attorno alle 13, il sindaco. Dentro c’è davvero poca gente. Poco più che al PalaBrasili mentre il PalaScherma, con appena 6 sfollati, poi trasferiti alla Baraccola, è stato chiuso attorno alle 11. Accoglienza per migliaia. Poche decine l’hanno scelta. «Come era immaginabile – ha spiegato il sindaco – parecchie persone si sono organizzate autonomamente per fare una giornata fuori o dai parenti. Le Istituzioni avevano comunque l’obbligo di predisporre strutture per situazioni che potevano andare diversamente. Avevamo predisposto per almeno 4mila ma in realtà una previsione non c’era, nessuno era in grado di farla. Un atteggiamento prudenziale» fa notare la Mancinelli.

La soddisfazione c'è però ed è per una macchina, quella organizzativa, che pare aver funzionato. Un dispiegamento di forze eccezionale. Circa 250 volontari tra Anpas, Croce Rossa, associazioni varie come Vab e carabinieri, gruppi della protezione civile da tutta la provincia. Altre 180 pronte per un turno pomeridiano che poi non è stato necessario. Squadre in cucina per i pasti dei volontari, bevande (caffè, tè, latte caldo, biscotti) a disposizione degli sfollati. Addirittura un pentolone caldo per scaldare biberon e l’animazione per bambini, oltre alle postazioni sanitarie. «In più, per la sicurezza cittadina – ha aggiungo – è stata massiccia in città la presenza dei carabinieri e della polizia, più due droni per trasmettere in tempo reale immagini alla sala operativa. Si è messo in campo tutto il possibile e il Padreterno ci ha dato un mano concedendoci una bella giornata. Questo ha alleviato i disagi chi ha dovuto lasciare casa anche solo per qualche ora e facilitato le operazioni delicate sull’ordigno bellico. Zona rossa troppo vasta? Non ho voglia di perdere tempo dietro questo dibattito, non faccio l’artificiere e l’ambito da evacuare è stato determinato da un’ordinanza della Prefettura sulla base di indicazioni dati dall’Esercito».

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