Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Bomba Brindisi: lettera aperta del segretario PD Emanuele Lodolini

Il segretario provinciale PD Emanuele Lodolini ha inviato una lettera aperta dopo la manifestazione di solidarietà organizzata in seguito al terribile attentato di Brindisi alla scuola Morvillo e Falcone

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

La violenza ci ruba il futuro, bisogna affermarlo con forza, tutti insieme

Carissime, Carissimi,

La tragedia di Brindisi ci sconvolge e ci lascia senza parole. Un atto criminale di una gravità inaudita. Qualunque sia la matrice di questa strage, la risposta dei cittadini, delle Istituzioni e del Paese deve essere pronta, unitaria e ferma, nella speranza di fare quanto prima chiarezza per individuare e punire i responsabili e fare giustizia nei confronti delle vittime e delle loro famiglie.

La Segreteria nazionale del PD ieri ha prontamente rivolto un appello ai gruppi parlamentari, ai propri rappresentati nelle amministrazioni locali, ad ogni iscritto, militante ed elettore perché siano immediatamente assunte iniziative unitarie di discussione, chiarimento e mobilitazione nelle sedi istituzionali e nei contesti sociali e di formazione dei giovani.

In un momento così delicato per il nostro Paese abbiamo il dovere di ricordare che la violenza ci ruba il futuro. Bisogna rispondere con fermezza a chiunque creda che una strategia della tensione possa portare soluzioni ai grandi problemi che la profonda crisi economica ha riversato sulle famiglie. Ogni giorno che passa la forza perduta dalla politica, che deve però rigenerarsi rapidamente, alimenta pericolosi avversari della democrazia: un sentimento di antipolitica e di ostilità verso i Partiti, il populismo di chi sfrutta il disagio sociale per orientarlo verso disegni estremistici e la violenza, l’intimidazione che il Paese è tornato a conoscere in queste settimane. Tutti questi ingredienti non sono certo una novità per l’Italia. Già una volta crisi economica, crisi politica e crisi sociale si trovarono riunite e il Paese visse passaggi drammatici. Per tali motivazioni ho partecipato sabato 12 maggio alle iniziative promosse dai Comuni di Staffolo e San Paolo di Jesi alla presenza di Agnese Moro (terzogenita dell’on. Aldo Moro), Manlio Milani (Presidente dell’Ass. Vittime della strage di Piazza della Loggia a Brescia) e Giovanni Ricci (figlio dell’appuntato sanpaolese Domenico Ricci che come uomo della scorta dell’on. Moro fu assassinato nel rapimento di via Fani del 16 marzo 1978).

Non possiamo accettare nessuna forma di violenza, ma quella che ha colpito la scuola di Brindisi è veramente un gesto ignobile perché colpisce dei ragazzi e quindi il nostro futuro. Un colpo al cuore del Paese che indigna ancora di più perché tra pochi giorni ricorrerà il ventesimo anniversario dalla strage di Capaci in cui persero la vita gli uomini della scorta, i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo alla cui memoria è dedicata la scuola in cui si è consumato il feroce atto. Altre sono le “inquietanti” coincidenze. Vale la pena ricordare che proprio ieri, la città di Brindisi doveva accogliere la Carovana della legalità promossa da Libera. E ancora. Giorni fa abbiamo condannato il grave gesto terroristico, compiuto a Genova, la città di Guido Rossa, di cui è stato vittima Roberto Adinolfi. A rendere ancor più eclatante tale episodio, la concomitanza con le elezioni amministrative. Ieri era vigilia del turno dei ballottaggi che si terranno in molte realtà del Paese tra oggi e domani.

Infine. Sapremo reagire alla violenza con la forza delle Istituzioni e della partecipazione popolare. Come abbiamo dimostrato ieri ad Ancona. Il capoluogo non ha fatto attendere la propria risposta ai tentativi vigliacchi di far ripiombare il Paese in anni bui e grigi. Ci siamo da subito e in pochissimo tempo mobilitati. Non potevamo restare chiusi in casa. Ed infatti sabato pomeriggio ci siamo ritrovati davanti alle scuole Falcone di Ancona. Era una Piazza senza bandiere. Una Piazza della speranza di chi ancora oggi è pronto a farsi avanti per difendere i valori della legalità e della democrazia. C’erano i Partiti, le Istituzioni, c’era Libera, c’era l’Anpi, c’era Amnesty, c’erano i Sindacati, c’erano i ragazzi del Gulliver e le donne di “Se non ora quando”, c’erano tanti giovani. Sarà proprio dai ragazzi che saprà arrivare la risposta più forte al barbaro attentato di Brindisi. Loro sono il nostro futuro, la nostra speranza.
Ieri qualcuno ha voluto colpire in maniera vigliacca questa speranza. Ma noi non lo permetteranno.


 

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