Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Quando musica, ballo e poesia si uniscono: nasce ad Ancona la body poetry

Che la body poetry sia destinata al successo non è dato saperlo, almeno per ora. L'unica cosa certa è che, di recente, i tre hanno ufficialmente dato vita alla nuova arte mista certificandola alla Camera di Commercio, con tanto di marchio d'impresa

Cesaretti, Pellegrini e Marchetti

Che cosa succede quando la poesia, la musica e il ballo si incontrano in un’unica, straordinaria composizione artistica? Nasce la “Body Poetry”. Una nuova forma d’arte ideata dal giovanissimo poeta anconetano Mauro Cesaretti, convinto che le rime possano essere rilanciate in sinergia con la musica e la danza. «Sentivo il bisogno di trovare una via nuova per la poesia e darle una rappresentazione figurativa» spiega Mauro Cesaretti, che 2 anni fa bussò alla porta di due sue conoscenze: Alessandro Pellegrini, 28 anni di Ancona cantautore e studente di ingegneria e Luca Marchetti, 18 anni anche lui anconetano e studente del liceo Galilei,con 10 anni di danza sulle spalle. Cesaretti chiese loro di farsi interpreti di questo nuovo progetto e così è stato. «Sono andato da Luca con la mia voce registrata - prosegue Cesaretti - e lui, in base alle sue emozioni, ha cominciato a danzare. Poi ho fatto la stessa cosa con Alessandro, che ha iniziato a comporre musica al pianoforte. Quando abbiamo messo insieme la musica e la danza, che non si erano incontrate, si sono incastrate alla perfezione».

E’ nata così un’esperienza unica per i 3 artisti, che hanno lanciato i primi video su Youtube, girati sempre ad Ancona. Tra questi ci sono “Portami amore”, pensata in un periodo in cui Cesaretti e Pellegrini erano stati colpiti da un lutto; “Io e te”, che parla di un amore che sta finendo; “Morte precoce”, che parla del lutto arrivato troppo presto. Tutte interpretazioni dove le poesie di Cesaretti danno il ritmo alla danza di Marchetti, che si muove sulle note di Pellegrini. In meno di 2 anni dalle prime serate trascorse ad arrangiare e comporre, il trio dorico si è esibito a Filottrano, Roma e nelle tante occasioni in cui Cesaretti presentava il suo libro di poesie in giro per l’Italia. Che la body poetry sia destinata al successo non è dato saperlo, almeno per ora. L’unica cosa certa è che, di recente, i tre hanno ufficialmente dato vita alla nuova arte mista certificandola alla Camera di Commercio, con tanto di marchio d’impresa.

Cesaretti ora che è nata la body poetry che progetti avete?

«Noi vorremmo andare in giro per le piazze d’Italia. Abbiamo buttato giù un elenco di scuole dove vorremmo esibirci e poi insegnare la body poetry. Ci sono già delle tappe ma devono essere confermate».

Ma la vostra body poetry non rischia di “sporcare” in qualche maniera queste 3 forme d’arte?

«Secondo me questo è un problema filosofico - risponde Cesaretti - Ognuno può pensarla come vuole. Noi crediamo che si possa rilanciare la poesia con una nuova arte capace di dare un’emozione mai provata prima. L’emozione è fondamentale perchè crea un intreccio talmente intenso che, quando viene rappresentato davanti ad una telecamera o su un palco, le persone capiscono i nostri sentimenti. Lo sentono dalla mia voce, dalla musica di Alessandro e dall’espressività di Luca».

Che cosa provate quando vi esibite nella body poetry?

«Io sono abituato ad avere a che fare con le parole visto che scrivo canzoni - spiega Pellegrini - quindi mi concentro sulle parole e mi lascio trasportare dalle poesie di Mauro e le mani vanno da sole. Non è facile da spiegare». «Si sente il legame che c’è fra noi 3 - spiega Marchetti - quando Alessandro suona e Mauro racconta la poesia e io ballo. Lo sento e questo mi aiuta nell’esprimermi con ballo». «Nella mia esibizione cerco di ritrovare l’emotività con cui ho scritto la poesia. Ma quando facciamo uno spettacolo, cerco di farmi trasportare dalle note di Alessandro poi guardo Luca intensamente per entrare nella sua performance come se fossi io a ballare».

Avete fatto tanti video in giro per Ancona, ma perché non vi esibite in città?

«Ci hanno detto che se vogliamo esibirci dobbiamo firmare 8 pagine di patrocinio per essere invitati o prendere dei locali - spiega Cesaretti - Io non ho firmato perché secondo me è indecoroso che degli artisti non possano esibirsi liberamente. Non è presunzione, ma credo sia irrispettoso che la burocrazia costringa gli artisti ad andare a cercarsi il pubblico, quando invece dovrebbe essere il pubblico, in questo caso il Comune, a lanciare una nuova forma d’arte come la nostra. Ma tanto ora ci vedremo costretti a farlo se vogliamo farci conoscere».

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