Allarme Blue Whale, segnalati 10 casi nella provincia: «E' necessario parlarne»

C'è preoccupazione soprattutto se si pensa che questi 10 casi si uniscono ad un altro dato: nelle Marche, nel 2016, sono state decine i casi di autolesionismo tra giovani in fasce pre e adolescenziale

Il Procuratore Capo presso il Tribunale dei Minorenni delle Marche Giovanna Lebboroni

Per qualcuno si associano con troppa facilità casi di autolesionismo tra adolescenti mentre per altri l’allerta sarebbe una vera bufala. Ma la verità è che solo nella provincia di Ancona, nelle ultime due settimane, sono stati individuati 10 episodi di Blue Whale, il macabro rituale social che avrebbe condotto circa 150 ragazzini russi al suicidio. A confermarlo è il Procuratore Capo presso il Tribunale dei Minorenni delle Marche Giovanna Lebboroni, la quale ha detto chiaro e tondo che si tratta di «casi selezionati sulla base di una serie di riscontri concreti e specifici». Pochi dubbi su un numero che riguarderebbe tutto il distretto regionale, cioè le Marche (su cui è competente l’Ufficio della Procura Minorile) ma che, per puro caso, si concentra fra giovani della sola provincia dorica. Tra le vittime recenti della Blue Whale c’era stata una ragazza di Pescara ricoverata all’ospedale dei bambini Salesi di Ancona, salvata prima che potesse arrivare all’epilogo del gioco, cioè il suicidio. Per fortuna in nessuno di questi 10 casi, tutti giovani dai 12 ai 18 anni, si è arrivati alla fase terminale e, con un certo sollievo, a volte sono stati anche gli stessi compagni a denunciare quegli amici che avevano iniziato a tagliarsi le braccia. 

«Il tema è il rapporto tra il minore e i mezzi informatici e di comunicazione - ha spiegato in una lunga intervista il numero 1 della Procura minorile delle Marche - perché le comunicazione oggi sono frequenti e articolate in varie direzioni e si rischia di non accorgersi di certi problemi se i telefoni o i computer dei minori non sono controllati laddove possibile, visto che con la crescita si matura anche un certo grado di autonomia e, da parte del genitore, c’è anche una privacy da rispettare». Ma chi sono questi ragazzi anconetani, portati a dover dimostrare coraggio attraverso un così perverso gioco? «Nasce come un gioco, ma a rischiare di rimanere intrappolati sono i più deboli. C’è quindi un certo allarme in Italia e nelle Marche perché si tratta di un gioco pericoloso che potenzialmente porta al suicidio, che diventa davvero possibile se ad essere coinvolti ragazzi appunto più fragili e già potenzialmente predisposti all’autolesionismo. Una vulnerabilità doppia perché sono fragili prima ancora che minorenni». Ma la Polizia Postale, diretta dal primo dirigente  Cinzia Grucci, sta lavorando anche grazie all’attenzione di insegnanti e adolescenti preoccupati per i loro amici. Parlare della Blue Whale è dunque importante. Soprattutto se si pensa che questi 10 casi si uniscono ad un altro dato: nelle Marche, nel 2016, sono state decine i casi di autolesionismo tra giovani in fasce pre e adolescenziale. «Il tam tam mediatico porta i ragazzi a conoscere e riconoscere - ha detto la Lebboroni - quindi è sicuramente importante parlarne, ma senza eccessi. E’ giusto parlarne anche e livello istituzionale con il giusto coordinamento, senza mai perdere di vista l’obiettivo che, per noi, è la tutela dei minori». Non è infatti un caso che proprio in questi giorni si stia strutturando un coordinamento tra Uffici Giudiziari e Forze di Polizia per affrontare al meglio il fenomeno sociale. Affrontare ma soprattutto prevenire reati come l’istigazione al suicidio, di cui si sta occupando la Procura Ordinaria della Repubblica ad Ancona, per capire se dietro questi 10 casi di Blue Whale, alcuni dei quali collegati da una certa conoscenza che lega le vittime, ci sia la mano di qualche adulto intenzionato a gettare benzina sul fuoco. Dunque ci si trova di fronte ad allarme? «Ora c'è stata ora un’emersione del fenomeno data da una maggiore presa di coscienza da parte di chi magari aveva dei sospetti. Questo non significa che adesso avremo un caso al giorno, tanto che negli ultimi giorni non abbiamo ricevuto ulteriori notizie»

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