Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Via Trieste: degrado e spaccio nella villetta abbandonata, blitz della polizia

La Mobile non ha trovato droga, ma tutto l'occorrente per confezionarla e tagliarla. Nello stabile abbandonato, degrado e rifiuti ovunque. Fra i "residenti" anche un senza fissa dimora: "Ora dovrò tornare in strada"

Scovato un quartier generale dello spaccio di droga in pieno centro città. Ieri mattina gli agenti della squadra mobile, guidati dal loro capo Giorgio Di Munno, hanno fatto irruzione nella villetta abbandonata di via Trieste 23. Erano le 11:00 circa quando hanno forzato l’ingresso e sono saliti fino al primo piano, bloccando quattro uomini di origini tunisine. Per i presunti pusher però non sono scattate le manette perché gli agenti non hanno trovato traccia dello stupefacente. Ciò non toglie che il naso dei poliziotti della Mobile avesse fiutato nella direzione giusta. La prova? Gli agenti hanno trovato bustine di carta, bilancini di precisione e sostanza da taglio. Segno di come la casa diroccata fosse utilizzata come luogo dove preparare le dosi.

DEGRADO. I poliziotti non hanno trovato la droga. Ma hanno scoperto un palazzo abbandonato che, dietro la facciata dell’immobile fantasma, cela una discarica di rifiuti. Lontano dagli occhi, ma così vicino ai residenti del centro storico, la villetta diroccata è completamente invasa da immondizia e liquami. Alcune finestre, quelle del piano terra, sono state murate. Segno che qualcuno, almeno in passato, ha cercato di porre un freno all’ingresso incondizionato di estranei. Ma è servito a poco. Appena entrati in casa si viene investiti da un mix nauseabondo di escrementi e prodotti chimici. Sporcizia ovunque. Arrivati al primo piano, si resta di sasso vedendo un’intera stanza ricoperta di rifiuti: indumenti, cartoni di vino, escrementi, animali morti, oggetti vari, resti di cibo. Ogni stanza, ogni corridoio, ogni angolo ridotto in condizioni igieniche precarie. In altre stanze c’erano dei letti con indumenti e oggetti personali. Segno inequivocabile che in via Trieste 23 qualcuno ha trovato anche un rifugio.

LA STORIA. Tra coloro che vivevano lì c’è J. Y., 30 anni di origini marocchine,  sorpreso ieri dal blitz della polizia. Lui, dopo che se ne sono andati gli agenti, è tornato per prendere le sue cose per “rifugiarsi” in strada. In via Trieste non può più stare. Ma si difende: «Non c’entro con gli spacciatori». Anni fa è fuggito dal Marocco per cercare un paese dove lavorare e costruirsi un futuro. Ha cercato di farsi una vita prima in Francia, poi in Italia, dove vive da due anni. Ma oggi il giovane deve fare i conti con la sua condizione di disperazione, senza una casa dove andare e senza un lavoro. Fino a qualche giorno fa J. Y. dormiva all’ex Ipsia. Poi se ne è dovuto andare perché era stato allontanato. «Pensavano che c’era la droga ma io non ce l’ho. Io non ho niente. Io ci abito qui. Prima dormivo in una scuola quà vicino ma poi è arrivata la polizia. Adesso prendo i miei vestiti e vado via in giro, in strada» ha detto J. Y., che poi ha preso una grossa valigia nera, ci ha messo dentro quello che poteva e se ne è andato verso via Palestro. Senza meta.

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