Tragedia a Collemarino, tutto il quartiere sotto choc

I residenti di Collemarino non riescono a trovare un perché al folle gesto che ha gettato il lutto nel quartiere. Tra chi conosceva la famiglia e chi no, il dolore per quanto accaduto è immenso

Non è morta solo la piccola vittima, ma anche tutto Collemarino. Sono queste le parole di alcuni abitanti del quartiere a nord di Ancona, ancora increduli e sbalorditi da quanto accaduto ieri pomeriggio. Tutti sono esterrefatti, non ci sono parole per poter provare a spiegare il raptus omicida che ha portato Luca Giustini a colpire con un coltello da cucina la sua bambina di soli 18 mesi mentre dormiva nella culla. Non ci sono parole ma solo lacrime per l'orrore accaduto a pochi metri dalle case dei residenti del quartiere e in particolar modo di via Patrizi. Qualcuno non conosceva affatto la famiglia, altri solo di vista. Chi invece ha avuto modo di scambiare due parole con loro, dice che sembravano una famiglia normale, tranquilla.

Poco importa, il dolore per l'omicidio della bambina è lo stesso. I residenti della via non hanno sentito nulla, nessun grido, nessun litigio. Hanno capito che era successo qualcosa di grave quando hanno visto l'ambulanza e le auto dei carabinieri e della polizia sotto l'abitazione. Molte persone alle 14 si trovavano al mare e solo al loro ritorno hanno scoperto della terribile tragedia.

«Ho sentito solo le sirene della Croce Gialla, mi sono affacciata e ho visto che c'erano le auto dei carabinieri e della polizia. Ho immaginato fosse successo qualcosa- racconta una vicina-. Conoscevo la bambina più grande, questa più piccolina non l'avevo mai vista. Non conoscevo di vista nemmeno la mamma e il papà. Stavano qui da circa 4 anni».

«Non ci sono parole. Io li conoscevo di vista. Mi sono accorta che c'era molta gente, ho chiesto cosa fosse successo e mi hanno detto che era morta una bambina ma non sapevo del chi e del come» dice una signora.

«Appena ho saputo dell'accaduto mi è venuto da piangere, un'angoscia tremenda» rivela una pensionata.

«Ho pianto tanto, è una cosa troppo triste. Ho dei nipotini e li porto a spasso quindi ci incontravamo con Alessia e  la nonna quasi tutti i giorni. A me sembrava una famiglia tranquilla» riferisce commosso un nonno.

«Sono tornata a casa alle 16 e ho visto molta gente davanti casa mia. Mia sorella mia aveva già avvisato di quanto accaduto» dice una signora.

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